Non c’è transizione energetica senza redistribuzione sociale e senza un accompagnamento di quei lavoratori che sono occupati in settori inquinanti. Lo dice Elly Schlein, ex europarlamentare, vicepresidente della Regione Emilia- Romagna (eletta nel 2020 con oltre 22 mila preferenze), che oggi tiene le deleghe al Welfare e al Patto per il Clima. “Stanno succedendo cose positive e inedite in Europa e anche in Italia, ma il cambiamento va governato affinché sia equo. E sul clima l’Italia deve fare di più, partendo dall’abolizione dei sussidi alle fonti fossili”.

Nei recenti Stati Generali si è parlato molto di “bellezza, ambiente, green deal”. Secondo lei la politica italiana parla poco del cambiamento climatico? Fa troppo poco?

Non c’è dubbio, c’è un ritardo grave nella politica italiana, in un paese come il nostro che ha estremamente bisogno di affrontare con urgenza i temi dell’emergenza climatica. Il nostro territorio è sempre più fragile, pensiamo agli eventi climatici che avvengono da nord a sud del Paese: tra gli altri mi viene in mente la tragedia recente della Sicilia, ma penso anche a quella tempesta che nel bellunese ha spazzato via migliaia di alberi, lasciando un danno che durerà decenni. Insomma ci sono molti esempi che spiegano perché sia urgente affrontare il tema. La politica è molto in ritardo. Ma voglio dire anche una cosa positiva.

Prego.

In questi anni in Europa l’attenzione dei governi su questi temi è aumentata incredibilmente, sia per il lavoro che è stato fatto internamente sia soprattutto per merito delle straordinarie mobilitazioni dei Fridays For Future e degli scioperi per il clima, proteste che hanno avuto la capacità, di portare nell’agenda politica la questione. Fino a pochi anni fa in Europa eravamo in pochi a parlare di Green new deal, ci guardavamo come degli alieni: vedere invece che è diventato un impegno della Commissione europea e di questo governo italiano è un passo significativo. Ovviamente ci aspettiamo dei fatti, così come risorse e la volontà politica che serve.

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Pubblicato sul Fatto Quotidiano il 23 giugno 2020

Foto di Free-Photos da Pixabay

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