Il picco del non sense si è forse registrato il 7 luglio scorso, quando sul sito IlMeteo.it compariva questo cripto-angoscioso titolo: “Comunicato Ufficiale Urgente, Crolla Tutto prima del Previsto, Panico sulla Domenica”. Perché mai non si potesse parlare di una perturbazione di aria fredda in arrivo non è dato saperlo. Anzi sì: l’ormai collaudata tattica del sito, che punta su titoli apocalittici, atroci, agghiaccianti (“Sarà caldo a oltranza senza pietà”,  “Mostro Africano sull’Italia”, “Meteo: è delirio, dal caldo record al Burian”), produce montagne di visualizzazioni, spingendo il sito in cima alla classifica dei più consultati dagli italiani. D’altronde, è facile intuirlo: chi intravede un titolo – dove le parole sono enfatizzate, chissà perché, dall’uso della maiuscola, in stile anglosassone – è preso da un’ansia sconfinata, che lo spinge non troppo paradossalmente a consultare compulsivamente altre pagine, in un  circolo vizioso che ha come esito solamente  confusione, e sostanziale disinformazione, su uno  dei temi più delicati degli ultimi anni, ovvero le previsioni metereologiche. 

Nonostante le maiuscole, però, di anglosassone Il Meteo.it ha ben poco, anzi è nato, come rivela lo stesso fondatore, Antonio Spanò, in collaborazione con una scuola di meteorologia di Belgrado, nel lontano 2000. Sul cv di Spanò vige un fitto mistero, che lui stesso negli anni non si è prodigato a chiarire.  Mentre nella scheda dei suoi collaboratori è indicato il titolo di studio, la sua oscura autodescrizione sembrerebbe qualificarlo come meteorologo autodidatta esperto di “fisica delle nubi, schemi convettivi e LAM ad alta risoluzione non idrostatici”. Su Linkedin compaiono alcuni anni di ingegneria, ma non il titolo, in un’intervista si dichiara laureato in ingegneria, mentre in uno post sul suo blog sull’Huffington Post accenna di una lezione universitaria di “filosofia politica”. All’eclettico Spanò, d’altronde, piace alternare il battesimo delle perturbazioni atmosferiche con nomi storico-letterari (chi non ricorda “Caronte traghettatore infernale”, o “Scipione”), con riflessioni nostalgiche dei bei tempi che furono,  “tranquilli e sereni”, dove si potevano pianificare le gite senza quelle “dinamiche ricche di colpi di scena con continue sorprese”. La verità, però, è che le seconde gli vanno benissimo, tanto che col cambiamento climatico Ilmeteo.it va a nozze, e l’alternanza tra picchi di calore e piogge rovinose – sul piano dei contatti – è quasi una festa. Ovviamente, Ilmeteo.it si occupa di riscaldamento globale giusto en passant – che la terra si stia riscaldando è “probabile”, dice Spanò – senza spiegarlo né aiutare a capire di che si tratti. Ma perché perdere tempo in soluzioni ragionate che non infiammano i folllower, quando una nuova virata metereologica è già in arrivo e con essa il prossimo titolo folleggiante? Alle critiche – tra cui quelle di alcuni enti locali, stufi di proiezioni allarmistiche – Spanò,  l’ex bambino che rifiutava gli spaghetti per correre in terrazzo a vedere il tempo, risponde che esiste differenza tra “allarmismo” e “allerta”. Ad ogni modo, comunque vada, a lui va bene, anche quando tutto va male.  E con tutti quei contatti, e pubblicità, non è da escludere che abbia comprato un rifugio in Nuova Zelanda quando l’apocalisse, quella vera, non quella fasulla che ogni giorno ci propina il suo sito, arriverà davvero. 

Luglio 2019, Il Fatto Quotidiano

Foto Flavia Marques

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