Erano il 5,5% sul totale delle famiglie nel 1983, sono diventati il 15,8% nel 2016 (secondo l’Istat). Un esercito di oltre un milione di genitori soli, 893.999 madri,  l’86,4% dei nuclei monogenitoriali (erano 402.000 nel 1983) e 141.000 padri (66.000 nel 1983). Crescono, ovviamente, anche i bambini che vivono solo con la madre: 1 milione e 215 mila minori fino a 17 anni, pari al 12,1%. Una quota che è più che raddoppiata rispetto al 1995-1996, quando si attestava sul 5,3% (per un totale di 558 mila bambini). Questa parte crescente della popolazione ha  problemi e bisogni particolari di cui poco si parla. Sono persone, i genitori soli, ad alto rischio di esaurire le risorse, spesso del tutto privi di momenti di svago, più esposti alla depressione, senza un confidente e spesso in difficoltà con l’educazione dei figli, specie quando arriva il momento in cui il figlio si oppone o si allontana dal genitore. Così li descrive un libro appena uscito, Genitori al singolare, della mediatrice familiare e saggista canadese Claudette Guilmaine (Erickson editore, prefazione italiana della psicopedagogista e formatrice Mariella Bombardieri). Diversi sono, secondo l’autrice, i tipi di monogenitorialità, che può essere persino una condizione vissuta all’interno della coppia, quando un genitore – per lavoro, incapacità fisica o psicologica – non è in grado di assumersi le sue responsabilità genitoriali. La monogenitorialità può essere transitoria, oppure può assumere le forme di cogenitorialità quando l’altro genitore c’è e la divisione dei compiti è paritaria: una situazione, questa, certamente migliore per genitori e figli.

Vero o falso: stereotipi sulle famiglie monogenitoriali

Nel libro si sfatano molti stereotipi relativi alla mongenitorialità. Anzitutto, l’idea che le famiglie composte da un genitore sole rappresentino una minima percentuale sul totale delle famiglie. O che in queste famiglie ci sia una percentuale maggiore di bambini con problemi di apprendimento o comportamento (non esistono studi che mostrino questo legame), o la convinzione che chi è vissuto in una famiglia monogenitoriale certamente riprodurrà lo stesso modello, infine che i figli impediscano di per sé la ricerca di un nuovo compagno (le difficoltà possono derivare invece dallo stress, dalla mancanza di energia o dalle risorse finanziarie, ma entro cinque anni la metà dei genitori forma una famiglia ricostituita). Vero invece che nella maggior parte dei casi il capofamiglia è donna, così come – purtroppo – che le madri sole vivono in condizione di disagio economico più delle loro coetanee sposate (11,6% delle madri sole italiane è in povertà assoluta, il 42,1% a rischio di povertà). E vero, infine, che l’idealizzazione della famiglia tradizionale, quella composta da genitori uniti con figli, spesso ostacola la serenità del genitore solo. “L’immagine della famiglia ideale”, scrive Guilmaine, “impedisce di vedere la bellezza e le possibilità del presente”. 

Prima regola per genitori soli: mai screditare l’altro

Il libro vuole essere anche una sorta di “cassetta degli attrezzi” per genitori soli. E per questo indica sia gli atteggiamenti da evitare, sia quelli da favorire. Del tutto sbagliato, ad esempio, “descrivere in maniera brutale le lacune dell’altro genitore con lo scopo di infrangere l’immagine idealizzata conservata dal figlio”. Il bambino, infatti, “ha il diritto di conservare la stima e l’affetto per entrambe i genitori, nonostante i loro limiti”. Ai genitori soli l’autrice suggerisce inoltre di cercare di non  rinchiudersi all’interno di una relazione strettissima genitore/figlio formando una “coppia” o una “bolla”. Il bambino non deve essere né il sostituto di un coniuge, né il confidente, l’alleato, l’arbitro o il messaggero di un conflitto tra adulti, né un genitore per fratelli e sorelle. Piuttosto, “deve poter beneficiare del suo spazio, avere i suoi interessi, le sue attività e la sua rete sociale di bambino o di giovane adulto senza sentirsi responsabile della felicità o delle disgrazie del proprio genitore”. Da questo punto di vista, l’arrivo di un nuovo adulto può apportare sicuramente dei vantaggi, perché arricchisce la dinamica familiare di un altro adulto amorevole, rompendo relazioni madre-figlio talvolta troppo soffocanti. La condivisione del ruolo di autorità, tuttavia, dovrebbe essere progressiva, e il ruolo educativo vero e proprio deve essere sempre lasciato al genitore biologico. 

Come evitare il rischio dell’iperprotettività

Ci sono altri e ulteriori consigli specifici che il libro dà ai genitori soli: sbagliato controllare l’altro genitore, accusarlo, intromettersi nei suoi affari, chiedere al bambino quale genitore preferisce. Giusto invece fare affidamento sulle capacità dell’altro genitore, valorizzare i vantaggi che vengono per il bambino dalle differenze, conservare un’immagine positiva dell’altro genitore, mantenere la comunicazione. Per evitare il rischio onnipresente dell’iperprotettività, l’autrice suggerisce di favorire la vita sociale del bambino, con l’iscrizione al nido e alla scuola materna, fargli fare nuove esperienze, favorire piccoli giochi di ruolo, incoraggiare la sua creatività e originalità, apprezzare che faccia le cose da solo, dimostrare affetto ma senza interrompere le sue attività per coccolarlo, infine – per quanto riguarda se stessi – imporsi di fare piccole uscite personali e cercare di non isolarsi. 

Ecco le comunità per genitori soli

E proprio sull’importanza delle reti sociali attorno alla famiglia il libro insiste molto.  Per questo l’edizione italiana riporta alcune associazioni di sostegno ai genitori soli. L’associazione “Small Families” https://www.smallfamilies.it nata a Bergamo per promuovere il benessere delle famiglie monoparentali, la community “OneParent” https://www.oneparent.it, che offre anche aiuto legale e psicologico, il network “Gengle” https://gengle.it, nota piattaforma per genitori single che favorisce scambi e incontri tra genitori, “Genitori soli” http://www.genitorisoli.it, associazione in provincia di Milano che promuove progetti e iniziative e favore delle famiglie monoparentali, “Mamme single” www.mammasingle.org, blog di aiuto e scambio di esperienze, l’associazione con sede a Bologna “Padri Separati” https://www.padri.itinfine “Amps Italia” http://www.mammepapaseparati.it/che offre aiuto e proposte a genitori separati. 

Il fatto.it febbraio 2019

Gustavo Fring

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