La dieta vegana va bene per i bambini. Parola di scienza

 

“Si tratta di uno spartiacque, di una vera e propria pietra miliare: da oggi non si potrà più dire che l’alimentazione su base vegetale (o vegana) non è adatta a bambini e adolescenti”. Non trattiene l’entusiasmo Silvia Goggi, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione presso la casa di Cura San Pio X-Humanitas di Milano, dove segue bambini e famiglie vegetariane. La notizia è la pubblicazione sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, organo peer-reviewed della società scientifica più influente nel campo della nutrizione umana delle linee guida per elaborare diete a base vegetale complete di tutti gli elementi nutrizionali.

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Menù vegano nelle mense, giusto multare le scuole che non lo prevedono

Nella vita può accadere di tutto, ad esempio, com’è successo a me, trovarsi ad elogiare un disegno di legge depositato dalla deputata di Fi Micaela Vittoria Brambilla, con la quale non ho mai condiviso nulla e della quale ho sempre trovato irritante il contrasto tra i suoi incarichi istituzionali su temi importanti come turismo e infanzia – è stata persino Presidente della Commissione parlamentare dell’infanzia e l’adolescenza nell’indifferenza generale – verso i quali ha sempre mostrato scarso interesse e la sua passione per gli animali, con tanto di collaborazioni riviste equine (è giornalista) e fondazione di vari movimenti politico-animalisti.

Le va riconosciuto, tuttavia, che sul fronte protezione animali è una delle politiche più attive nel nostro paese, nel generale e incomprensibile silenzio degli altri, con proposte senz’altro condivisibili, viste le condizioni terrificanti in cui versano soprattutto gli animali da reddito, ossia tutti quelli destinati alla macellazione e poi al nostro uso e consumo. La proposta appena depositata alla Camera, dal titolo “Norme per garantire l’opzione per la dieta vegetariana e la dieta vegana nelle mense e nei luoghi di ristoro pubblici e privati”, riguarda appunto le mense scolastiche e prevede multe salatissime per quelle mense che non prevedano menù vegetariani e vegani. Misura giusta, non c’è dubbio, anzi benvenuta. Come è giusto che ci sia possibilità di scelta anche in luoghi come ospedali e caserme, dove alla tristezza della privazione di libertà e della malattia si aggiunge anche quella di pasti imposti nella composizione, anch’essi una forma di negazione del pluralismo e quindi del rispetto delle persone.

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Coldiretti attacca i vegani, ma sbaglia tutto (e diffonde fake news)

Saranno pure assillanti e un po’ ossessivi protettori degli animali, gente con la tendenza all’evangelizzazione, ma di sicuro è difficile non essere d’accordo con quelli della LAV, specie quando venerdì hanno attaccato la “teatrale grigliata dell’orgoglio carnivoro”, organizzata da Coldiretti a Torino il 16 giugno scorso. In occasione del “Bistecca Day”, infatti, la principale organizzazione degli imprenditori agricoli italiani ha pensato bene di preparare il terreno al sanguinolento evento attaccando vegetariani e vegani. E lo ha fatto tirando fuori dal cappello di un Rapporto Eurispes del gennaio scorso il dato secondo cui i seguaci della dieta vegana sarebbero scesi dal 3% allo 0,9% di quest’anno: solo 460.000 eccentrici, assimilati insensatamente a fruttariani e melariani, si ostinerebbero a seguire la “moda” vegana, mentre oltre un milione di cittadini, comunicava gongolante Coldiretti (e la notizia faceva il giro del web), sarebbero tornati ad abbuffarsi di uova, latte e carne. Peccato però che, andando a vedere quello che c’è scritto nel Rapporto Eurispes, si scopre che il “totale di chi ha optato per un regime vegetariano e vegano si è mantenuto costante, con valori compresi tra il 7 e l’8%”. Continua a leggere

Straziami ma di tofu saziami

UnknownGaleotto fu il compost. O meglio, i riccioli e il bel viso di un giovane vegano, caduto per caso con la bicicletta su una trentenne “normale”: piccola imprenditrice, senza particolari nevrosi, onnivora inconsapevole, moderatamente amante dell’happy hour. Da quel giorno, comincia per lei, a causa dell’amore, un percorso forzato verso la progressiva ascesi alimentare, attorno al quale è costruito l’esilarante libro (autobiografico) di Paola La Rosa e Paola Maraone, Straziami ma di tofu saziami (Rizzoli). Il romanzo ricostruisce con ironico acume i passaggi della mente –  generatrice senza sosta di nuove richieste che alzano l’asticella del perfettamente assurdo e insieme del perfettamente razionale – del fondamentalista vegano.  Si parte  con la sostituzione del sale col gomasio, la vendita della macchina, il razionamento dello sciacquone, lo svitamento del tubo del lavandino della cucina riciclarne l’acqua per arrivare all’adozione di un roditore disabile salvato al laboratorio, allo svezzamento vegano del neonato (con tanto di ecologica aspirazione via bocca del muco), infine al risparmio forsennato pur di acquistare, un giorno, un boschetto incontaminato. Straziami ma di tofu saziami mantiene la tensione – mollerà Alice il purista indiavolato? – fino a un finale non scontato. Ed è un esempio di un romanzo che, infischiandosene di aspirazioni a premi letterari, mantiene, invece, il giusto obiettivo: divertire, facendo insieme pensare, chi legge. Magari un po’ esagerato il plotone dei ringraziamenti finali: se ci si mettono pure dottori e ginecologi, zii e cugine, persino pupazzi chi resterà per il prossimo romanzo?

Pubblicato su Il fatto quotidiano del 21 febbraio 2015.