Vent’anni di Sex and The City, più che sesso è la loro libertà (da mutui e mariti) ad attrarci

Sex and The City oggi compie vent’anni. Certo, qualche tempo dopo, nel 2003, è arrivato Sky e le sue prime serie, poi – naturalmente – Netflix con la sua offerta sterminata. Eppure anche per chi, come me, si è innamorata perdutamente delle ostetriche londinesi (Call The Midway), dei nobili inglesi (Downton Abbey), della vita della Regina Elisabetta (The Crown), dei pubblicitari di Manhattan (Mad Man) e di tante altre serie, Sex and The City avrà sempre un posto speciale e difficilmente scalzabile nella classifica emotiva delle mie serie tv.

Mi sono chiesta più volte perché la serie ideata da Darren Starr abbia avuto così tanto successo. In fondo, le protagoniste sono quattro donne non prive di frivolezza e completamente immuni da preoccupazioni di tipo sociale o politico. Manhattan, da questo punto di vista, è una sorta di contenitore da favola, sradicato dalla realtà statunitense: potrebbe essere ovunque. Le quattro amiche sono dedite soprattutto a una cosa: cercare l’amore. Ognuna lo fa in maniera diversa: Samanthaattraverso il sesso, Charlotte spinta da un romanticismo radicale, Miranda in maniera più realista e pragmatica, Carrieintrecciando romanticismo e riflessione, attraverso la rubrica che tiene e che, incredibilmente, le consente di mantenere uno stile di vita così elevato da potersi permettere scarpe da centinaia di dollari.

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SETTE MOTIVI PER NON ANDARE A LETTO CON CHI NON CONOSCETE DAVVERO.

Se esiste una cosa assai semplice oggi, beh quella è senza dubbio finire a letto con qualcuno. Potete anche abitare in una sperduta provincia, ma tra Facebook, chat di incontri di vario tipo, app – vedi Happn – che ti consentono di incontrare le persone che abitano nel raggio di un chilometro trovare persone è la parte più facile. Si studia la foto, si manda un primo messaggio, si comincia a chattare. Basta che la testa sia un po’ intrigata, giusto un minimo, basta una manciata di pensieri erotici, un paio di incontri e poi fare l’amore è quasi automatico.

RELAZIONI SENZA CONFINI.
Lo stesso vale anche per amici e conoscenti, e non importa che siano o non siano sposati. Tanto, diciamolo, tutti vanno a letto con tutti, i tradimenti sono all’ordine del giorno, le relazioni sono diventato così flessibili da non avere quasi alcun confine.

SE A RIMETTERCI E’ IL CUORE.
Lungi da me fare la parte della moralista, di quella che vede in tutto questo una depravazione etica che andrebbe arrestata. Io dico più semplicemente: andare a letto con qualcuno se appena lo si conosce è la cosa più sbagliata del mondo. Perché a rimetterci sono le emozioni, quelle vere. A rimetterci, come ho voluto simboleggiare in questa foto, è il cuore.

CORTEGGIAMENTO, RENDIAMOLA PAROLA DELL’ANNO.
Il sesso è una cosa bella e ne dovremmo fare senza dubbio molto di più. Dovrebbero fare più sesso i fidanzati, i coniugi, dovrebbero fare più sesso i single, le donne, anche quelle di sessanta, settanta, ottant’anni. Ma il sesso richiede tempo, emozioni lunghe, approfondimento reciproco. Richiede corteggiamento, una parola quasi scomparsa dal nostro vocabolario e che vorrei rilanciare come parola di quest’anno.

CHI SEI TU? CHI SIAMO NOI?
Fare sesso una volta, o due è semplice. Ma dopo, che succede? Come aprire una storia, o ancora meglio una Storia, perché di quelle abbiamo tutti bisogno, sì, anche negli anni Duemila? La verità è che quasi tutte le relazioni sessuali che non partano da un confronto lungo e vero finiscono per naufragare. Perché basta che passi l’eccitazione momentanea e si ha improvvisamente l’impressione di avere di fronte un estraneo. Chi sei tu? Chi siamo noi? Cosa stiamo facendo?

FRUSTRAZIONE E A VOLTE CHOC.
Chi l’ha vissuto, sa che questa esperienza può essere un piccolo choc, oppure comunque una frustrazione. A quel punto è tutto difficile. Separarsi e smettere di andare a letto può lasciare comunque un senso di tristezza e di spreco, oppure se si è capito che l’altro non ha nulla a che fare con sé, la consapevolezza di aver fatto un errore. Se, tra l’altro, incidentalmente l’altro pensa invece che voi siate molto interessanti, gli toccherà subire una enorme delusione causata dalla rottura del rapporto.

SENTIMENTI E IDEE CHE SI SPOSANO CON POESIA.
Il sesso crea un legame, è vero. Ma un legame fragile, se non è fondato su una solida conoscenza reciproca, sulla scoperta meravigliosa e progressiva che quella persona ha idee, pensieri, sentimenti che si sposano meravigliosamente con i tuoi, che la sua testa e la tua testa si completano con armonia e poesia, che il suo modo di comportarsi, di dialogare, persino di comunicare tramite messaggi sia esattamente quello che voi ritenete giusto.

ASPETTATE!
E allora cosa bisogna fare? Per me non c’è dubbio. Aspettare. Non avere fretta. Darsi tempo. Moltiplicare le occasioni per parlare, incontrarsi, condividere esperienze. Scriversi molto, ridere molto, ma mai, mai finire a letto fino che il sesso non scaturisca da quel desiderio forte e meraviglioso, quello che ti emoziona veramente, che si sarà formato se voi gli avrete dato tempo per formarsi.

SE IL DESIDERIO INDICA LA STRADA
A quel punto, capire cosa fare sarà più facile. Perché sarà il desiderio a indicarvi la strada, i prossimi passi, quelli giusti. E non avrete la sensazione amara di non sapere chi avete di fronte, e di conseguenza di perdere quel tutto quell’eccitazione che vi sembrava solida e invece è scomparsa in pochi giorni. A quel punto potrete, davvero, amare.

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Sesso? No grazie, siamo Millennials (giapponesi)

2dpillowsFidanzarsi? Meglio di no. Sposarsi? Sarebbe bello, ma irrealizzabile. Sesso al di fuori da una relazione? No grazie, meglio un po’ di porno online. I giovani giapponesi, affetti secondo il governo da una “sindrome celibataria”, hanno smesso progressivamente di avere scambi sessuali. La situazione è quasi disperante, come ha confermato uno studio del National Institute of Population and Social Security Research (un analogo giapponese dell’Istat): il 59% delle donne non sposate e il 69,8% degli uomini tra i 18 e i 34 anni non solo non è impegnato in alcuna relazione romantica, ma una buona parte di essi – il 26% delle donne e il 30% degli uomini – non è interessata ad averne. E infatti il 44,2% delle donne e il 42% degli uomini in quella fascia di età è ancora vergine. E se il 30% è destinato a non avere speranza di relazione, il 40% delle donne non avrà figli. Ma quali le cause di questa apatia sessuale, che conduce ad un tasso di nascite più basso del mondo (e in continua caduta)? I ricercatori annaspano, anche se alcune delle cause sembrano essere riconducibili alla scarsità economica – persino per sostenere un fidanzamento o le spese di un matrimonio -, alla ricerca da parte delle donne di una maggior indipendenza, impossibile da conservare sposandosi (il Giappone è un paese ostile alla conciliazione), ma soprattutto alla fatica emotiva di portare avanti una relazione romantica: tutti elementi che spingono i giovani giapponesi a restare in massa a casa con i propri genitori (72,2% delle donne e 78,2% degli uomini). Proprio la fatica emotiva del fidanzamento ha dato luogo a un altro fenomeno particolare, segnalato dall’Independent, battezzato come “marrying without dating”: quando si sposano, molti giapponesi tendono a farlo con amici o amiche di lunga data, saltando a pié pari il fidanzamento. Una sorta di investimento sicuro, senza complicazioni sentimentali (ma probabilmente con meno sesso). Continua a leggere

Sposi, non sottovalutate il sesso

unknownScrittore, giornalista, opinionista spesso polemico alla radio e in tv, attivista per la comunità LGBT, per il pubblico italiano Dan Savage è soprattutto l’autore della rubrica di consigli sessuali Savage Love, tradotta in tutto il mondo e in Italia da Internazionale. E proprio al Festival di giornalismo organizzato dal settimanale, che si tiene a Ferrara fino al 2 ottobre prossimo e il cui filo conduttore è il coraggio, Savage sarà uno dei protagonisti più attesi. Per parlare di pratiche sessuali più o meno ortodosse, monogamia, adulterio, omosessualità, pornografia, sessualità in rete. «La maggior parte delle mail che ricevo?», ci dice, «sono di persone intrappolate in relazioni a lungo termine, magari con figli, magari sposate, in cui il sesso è peggiorato. E che hanno il desiderio di tradire».

Non so se sia stato già in Italia, ma è consapevole di entrare in uno dei paesi più tradizionali, bigotti e stupidamente moralistici del mondo?

(ride) Sono stato già in Italia e in un certo senso sono cattolico, perciò la storia italiana e il suo conservatorismo, così come l’oppressione della Chiesa cattolica, mi sono familiari. So, insomma, quello in cui mi sto ficcando! Continua a leggere

Sesso libero, gioioso e adultero. Per essere felici fatelo come i primitivi

51ANe6v5osL._SX365_BO1,204,203,200_Alla parola preistoria associate una donna trascinata per i capelli da un uomo con la clava e uno scenario fatto di povertà e brutalità? Toglietevi questo cliché dalla testa. Con tutta probabilità i nostri antenati cacciatori, per intenderci gli ominidi precedenti alla rivoluzione agricola, vivevano in un mondo di collaborazione reciproca e armonia, dove le donne contavano come gli uomini e dove soprattutto la sessualità era libera e aperta, senza gelosia né alcuna ossessione verso l’accertamento della paternità dei nuovi arrivati, tanto che la cura dei bambini era responsabilità di tutti.A sostenere questo scenario sono due studiosi statunitensi, Christopher Ryan e Cacilda Jethà, nel saggio In principio era il sesso. Come ci accoppiamo, ci lasciamo e viviamo l’amore oggi (Odoya editore), che ha avuto grande eco e diviso la comunità scientifica statunitense.

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«Oui Oui», così fingono le francesi (e pure le italiane)

UnknownLa buona notizia è che esiste, e si festeggia oggi, la Giornata mondiale dell’orgasmo, celebrazione di tutto rispetto (visto che esiste una giornata mondiale per ogni cosa, da quella delle Tapas a quella dello Snow Board). La cattiva notizia (ma forse no) è che, secondo una ricerca pubblicato sull’Independent e condotta su oltre mille donne, quasi una donna francese su tre – il 31 per cento – finge l’orgasmo durante la penetrazione, seguita dal 25 per cento delle inglesi. Anche l’Italia, però, non è messa molto bene e si colloca terza: non tanto per l’orgasmo simulato quanto per la difficoltà a raggiungerlo – quasi una donna su due – dietro Francia e Canada (seguono gli Stati Uniti, la Germania, la Gran Bretagna, la Spagna e ultima l’Olanda).

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Sesso medioevale, altro che le Cinquanta sfumature

«Signore Iddio che sei guida del mondo/ perché non fai morire chi per primo mise la fica sotto chiave?», così cantava uno dei primi trovatori dell’undicesimo secolo, Guglielmo XI Unknownconte di Poitiers. È proprio dall’anno mille, infatti, che compaiono – dopo secoli di oscurantismo e censura – i romanzi cavallereschi con il loro carico di amore sensuale ed erotico ma anche, per mano dei fabliaux francesi, la satira sulla condotta dissoluta della vita monastica, sul concubinato dei preti e la lascivia dei monaci. A raccontare in dettaglio la storia della letteratura erotica, con tanto di foto e citazioni prese da edizioni rarissime molte delle quali da lui possedute, è Alessandro Bertolotti, che, dopo aver scritto un volume di successo sulla storia dei libri di nudo, esce in questi giorni con Guida alla letteratura erotica. Completa, illustrata, ragionata (Odoya editore). Una vera e propria controstoria della letteratura (con un capitolo anche sulla letteratura omosessuale), che ci racconta gli aspetti licenziosi di opere di autori conosciuti a scuola, chissà perché, solo per testi più aulici ma soprattutto ci svela nomi di audaci scrittori del tutto sconosciuti, che hanno pagato spesso con la prigionia o con la morte, come Ferrante Pallavicino, autore della Retorica delle puttane (1642) e decapitato a soli ventinove anni.

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Sesso la prima sera? Domani è un altro giorno

UnknownConfesso: avrei dovuto sostenere la parte di chi difende una prima serata senza sesso immediato. Avrei dovuto scrivere che dopo anni di scopate lampo fin dalla prima sera molte donne sono tornate a preferire il bacio appassionato, cui non segua però il solito automatico smucinamento ai piani bassi. Avrei dovuto dire che non mi piace quella sequenza di gesti stereotipati, con mani che si intrufolano dappertutto, appunto, spoliazione rapidissima, un po’ di sesso orale per poi convolare direttamente e rapidamente al sesso vero, con orgasmo automatico (per lui). Avrei dovuto insomma argomentare a favore di un tempo cuscinetto, anche non lunghissimo, ma magico, un paio di settimane per conoscersi meglio e aspettare che il desiderio cresca, lasciando spazio all’immaginazione. Magari anche per aiutare lui, che potrebbe volere anche lui voler aspettare un po’ (ma qualcosa mi dice che non è così). Avrei dovuto, infine, spiegare quanto è erotico abbracciarsi e baciarsi stretti nei cappotti, aspettando che l’amore vero e proprio arrivi senza forzature, piano piano.

Invece no, faccio uno strappo alla regola e concordo con chi mi sta a fianco qui nella rubrica. Il desiderio sessuale è quanto di meno automatico esista. Inoltre oggi, causa lavoro sempre più sfiancante – e figli, per chi ce l’ha, sempre più questuanti – è qualcosa di raro e prezioso da preservare e, anzi, sfruttare. Se dunque ci si riesce a ritagliare una serata dove il principio del piacere la fa da padrone, perché non ubbidirgli? Una serata con buon cibo e buon sesso è come un piccolo segmento di felicità; che potrebbe svanire subito, o ripresentarsi i giorni successivi. Non importa. Siamo qui e ora, io e te, vediamo di regalare ai nostri poveri corpi gobbi sulle scrivanie, o obbligati ad un fitness frenetico, un momento di requie e un po’ di godimento. Ma che male c’è. Domani è un altro giorno.

Pubblicato sul Fatto quotidiano del 9 novembre 2015.

Uomini e ciclo: platonici, dionisiaci o aristotelici?

imagesAltro che sociologia ufficiale: il mondo degli uomini si divide in tre grandi categorie. Chi non ha problemi a fare l’amore con il ciclo mestruale della compagna, chi invece, ripugnato, aspetta che ogni traccia sia scomparsa, chi infine attende giusto che il grosso del flusso sia passato ma accetta eventuali piccole tracce. A ogni categoria corrisponde un diverso tipo d’uomo. Il primo è un tipo generoso e di solito abbastanza ciarliero. Felicemente a contatto con le sue emozioni, non ha paura a manifestarle né a farsi coinvolgere da quelle altrui. Un po’ distratto, talvolta vestito come capita, è un uomo che però non si risparmia mai, e a letto è più attento al piacere di lei che a quello proprio (e se c’è un fluido in più, ben venga).

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Fare sesso per far carriera?

 

Lefattucchiere-thumbUna bufera di critiche, di accuse di scorrettezza politica e di bieco maschilismo si è rovesciata sulla chirurga vascolare Gabrielle McMullin, rea di aver affermato che, per far carriera, le donne devono essere anche disposte anche a qualche richiesta sessuale. Ma quello che i detrattori della dottoressa australiana non hanno capito è che la sua affermazione non era un auspicio, insomma un ‘dover essere’ (‘opportuno e giusto fare sesso con i capi’) ma una constatazione di fatto: se fai sesso con i capi, fai anche più carriera. Talmente vero da apparire banale, anche se non andrebbero sottovalutati fastidiosi effetti collaterali – proprio sul lavoro – quando la relazione si interrompe. Più interessante allora sarebbe stato però esplorare un altro aspetto del dilemma: posto che una decida di scopare col superiore, scelta libera in un Paese libero, com’è meglio farlo? Con astuto cinismo, come una specie di fastidioso straordinario, o con coinvolgimento sentimentale (accade, siamo umani, oltre al fascino del potere)?

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