Aborto, un conto è il papa un conto una consigliera del Pd

L’aborto è tornato con forza sulla scena pubblica in questi giorni. Prima, con la decisione del capogruppo Pd a Verona Carla Padovanidi votare la mozione per dichiarare Verona “città a favore della vita” e dare fondi ad associazione antiabortiste. Poi, con la dichiarazione quasi scioccante di Papa Francesco, secondo cui l’aborto è letteralmente fare fuori qualcuno, attraverso l’uso di sicari, con probabile riferimento ai medici abortisti.

Ora, in un Paese come il nostro, caratterizzato da un deficit cronico di laicità – che, tocca purtroppo ribadirlo, non significa ateismo, ma un atteggiamento che ammette un pluralismo di valori e difende la libertà di scelta dei soggetti – le due notizie si sono sovrapposte in maniera malsana. Generando nei leghisti pro life la convinzione che il papa fosse dalla loro parte e creando nei laici una reazione fortemente negativa sia verso la scelta di Verona che quella del papa.

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Talk cattolico e eucarestia in diretta: e le altre religioni?

UnknownLa graziosa conduttrice interrompe il prete che sta spiegando il concetto di “salute integrale della persona” per annunciare l’inizio dell’Angelus papale. Ed ecco Francesco affacciarsi alla finestra e parlare, in occasione della Giornata Mondiale del Malato,  delle guarigioni attraverso cui Gesù mostrava che il regno di Dio è vicino; della predilezione, sempre del Figlio di Dio, per i feriti nel corpo e dello spirito, dell’assistenza agli infermi come parte fondamentale della missione della Chiesa perché “accogliere un malato è servire Cristo”, infine dell’invito a curare le sofferenze come fa la Chiesa, cioè con umanità e con la tenerezza di una madre. Un messaggio potente valido solo per chi crede? No, perché quello del papa è rivolto al mondo intero, ma a partire da una provenienza ben chiara e incancellabile: il cattolicesimo. Diventa problematico, allora, tradurlo in un messaggio sociale valido per tutti, quasi fosse un buon senso etico che nessuno può evitare di condividere e mandarlo in onda sul servizio pubblico. È quello che invece fa da noi una specie televisiva impossibile altrove, quella del talk show social-cattolico, come a A sua immagine, condotto da Lorena Bianchetti il sabato pomeriggio e la domenica mattina.

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