Congedi parentali, già giorni ai padri (e forse meno alle madri)

Quattro giorni in tutto, più uno facoltativo da “detrarre” da quello materno: a tanto ammonta il congedo di paternità retribuito per i padri italiani (anche se fino all’anno scorso era di appena due giorni). Nonostante l’esiguità del periodo concesso per stare vicino alla neomamma e al bambino, solo il 30% dei lavoratori dipendenti ne usufruisce. Il motivo? A differenza della donna, obbligata per legge a prendersi il congedo di maternità di cinque mesi, per i padri non esistono sanzioni, tanto che non è infrequente che questi ultimi preferiscano utilizzare le ferie, pagate al cento per cento. E proprio la retribuzione è uno degli ostacoli, oltre a resistenze di tipo culturale, che rende gli uomini italiani restii a utilizzare i sei mesi di congedo parentale. “Il problema è che, poiché solitamente è l’uomo a guadagnare di più, a prenderlo è soprattutto la donna”, spiega all’Huffington Post Daniela Piazzalunga, economista presso l’Università di Verona ed esperta di politiche di conciliazione. “La donna spesso utilizza i cinque mesi obbligatori più i sei di congedo parentale, esaurendo in questo modo i mesi retribuiti al 30%. A questo punto se il padre volesse prendere il congedo non avrebbe un euro di retribuzione. Ecco perché i padri che prendono il congedo parentale sono una piccola minoranza, anche se in aumento: oggi siamo al 18,4%”.

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Tremate tremate, “Le Fattucchiere” sono tornate

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Nuova rubrica sul Fatto quotidiano a cura mia e di Lia Celi. Siamo appena sbarcate. Dateci tempo per spiazzarvi. Anche con interventi poco uterini, casomai prostatici: uomini welcome.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/08/le-fattucchiere-il-nuovo-inserto-femminile-del-fatto-del-lunedi/1258080/

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