Quando realizzi che non hai fatto carriera

In rilievo

A un certo punto accade. Puoi avere 35, 40 o 50 anni. Solitamente accade più spesso, però, dopo aver oltrepassato la metà della vita. È dapprima una sensazione indistinta, quasi un leggero malessere. A mano a mano, con il tempo, prende la forma di un’idea. E questa idea contiene un’intuizione che inizialmente può essere molto amara. Hai più di 40 anni e non hai fatto la carriera che avresti voluto, non sei arrivato là dove, 15 anni fa magari, ti sembrava naturale che saresti arrivato.

È vero, non si sa mai, ma il futuro non sembra annunciare grandi novità. Anzi, ti appare sempre più chiaro che, nella migliore delle ipotesi, conserverai ciò che hai. Che, appunto, non era quello che avresti voluto: il lavoro da cui aspettare quelle gratificazioni che volevi, l’occupazione – sia per tipo di contratto, che per posizione, che per notorietà – che immaginavi quando stavi chino sui libri, certo che il tanto studio avrebbe portato certamente a un discreto successo.

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Addio bar sport, arriva il Laureato (in calcio)

imagesGli appassionati avventori dei bar sport di tutta Italia sono avvisati, così come le ruspanti trasmissioni calcistiche delle tv locali (ma anche i talk show nazionali, che si fregiano di analisi scientifiche sulle tattiche di gioco): è infatti in arrivo il Laureato in Calcio, figura finora sconosciuta e in grado (forse) di stendere sullo scarsamente letterato mondo del calcio una magica patina di rispettabilità e cultura. Hanno dato venerdì l’annuncio del nuovo corso di laurea – attivato dall’Università telematica del San Raffaele di Roma e patrocinato, tra gli altri, dal Coni, Figc, serie A, serie B, Associazione italiana allenatori calcio, Associazione italiana arbitri – il Presidente della FIGC Tavecchio insieme a Damiano Tommasi (Presidente Associazione Italiana Calciatori), che hanno entrambi parlato con trasporto del corso di laurea come una “cantera di futuri dirigenti”. A sua volta il direttore organizzativo dell’AIC, e preside del nuovo corso di laurea, Fabio Poli, ha spiegato che tutti lo masticano il calcio, ma sono veramente inesistenti le scuole delle quali studiarlo davvero”. E ha raccontato di quando suo nonno gli chiedeva cosa mai facesse nella vita. Continua a leggere