Crollo di Genova, le élite si arricchiscono mentre il popolo muore

14 agosto 2018. Per noi italiani sarà una data non dissimile a quella che per gli statunitensi è stata l’11 settembre 2001. Uno spartiacque, un giorno che segna un punto di non ritorno. Ma lì, c’era il terrorismo islamico. Qui, la dimostrazione reale e insieme simbolica – quel mozzicone di ponte sospeso nel vuoto – di una contrapposizione sempre più radicale, ma sempre con lo stesso vincitore, tra la gente normale (chiamiamolo popolo se non fosse che appena lo si usa si viene tacciati di “sovranismo” e nazionalismo, pure da chi si dice di “sinistra”), e le élite. Sempre più ricche. Sempre più al riparo dai rischi ai quali le persone comune sono invece esposte.

Continua qui. 

Saviano, sto dalla sua parte ma questo governo non è il Male Assoluto

Ho letto il lungo appello di Saviano con estremo interesse e grande partecipazione. Eppure, paragrafo dopo paragrafo, si impadroniva di me una sensazione particolare, di estraniazione e anche di disagio. Alla fine dell’articolo mi sono chiesta: ma di chi e di che cosa sta esattamente parlando Roberto Saviano?

Lo scrittore parte da un appello a non tacere, un invito a chi ha visibilità nell’opinione pubblica a intervenire. Sacrosanto, da tempo penso che gli intellettuali siano scomparsi e che l’unico rimasto è, forse, proprio Roberto Saviano: intendo l’intellettuale che interviene nei fatti pubblici, negli eventi, che smuove le coscienze, che fa pensare. Oggi chi “influenza” le persone – ad esempio gli influencer, appunto – è totalmente disinteressato alla sfera pubblica e dedito solo al suo privato, in genere la rappresentazione di se stesso ripetuta ossessivamente.  È vero, questo silenzio sui mali del nostro tempo è insopportabile.

Continua qui.