Bullismo, tutte le colpe di noi genitori

 

Ragazzi che minacciano prof, adolescenti che bullizzano i compagni, bambini che mettono in atto comportamenti aggressivi verso coetanei e insegnanti. La cronaca di questi mesi è ormai un bollettino di guerra, e di fronte a professori messi letteralmente sotto assedio, le scuole si scoprono prive di strumenti. Trovare strategie per arginare e punire i violenti è oggi un tema all’ordine del giorno, così come mettere in atto programmi (ri)educativi verso bambini e ragazzi che hanno perso ogni senso del limite. Ma mentre le scuole si interrogano, noi genitori dovremmo fare una riflessione sulle nostre colpe. Che sono enormi, visto che tutto ciò che facciamo fin da quando nostro figlio nasce non fa altro che alimentare quell’individualismo e quell’indifferenza verso l’autorità che sono il segno distintivo dei bulli.

Salvate le madri italiane dall’inserimento a scuola

UnknownQuesto è un grido di dolore: salvate le madri italiane dall’inserimento previsto dalla scuola italiana. Si comincia con l’asilo nido, dove il ragazzino di ormai almeno un anno, stufissimo di stare a casa ed euforico per la nuova esperienza di socialità, viene costretto a godersi della compagnia dei suoi compagni un’ora al giorno, poi due, poi tre, neanche dovesse adattarsi a un campo di lavoro. Nel frattempo la è costretta a prendersi un’altra settimana di ferie, a meno di non trovare un datore di lavoro che accetta di vederla comparire per poi dileguarsi in vista dell’uscita del pupo. Pupo che ovviamente alla vista della madre piange, perché deve lasciare un piccolo mondo di giochi appena assaggiato per tornare alla noia di casa.

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