La tecnologia ci rende invidiosi e uccide le nostre abilità e quelle dei nostri figli

“Aziende multinazionali come Amazon, Google, Facebook e molte altre, che operano fuori da ogni controllo nazionale, stanno esercitando un potere troppo forte sui nostri governi e sulle nostre società, che tragicamente hanno scelto di sottomettersi alla loro influenza. Queste aziende hanno la libertà di muoversi come vogliono dentro le nostre economie locali, non rendono conto a nessuno e il loro impatto sulla democrazia e l’ambiente è largamente ignorato. Infine, non pagano le tasse, mentre il commercio nazionale e locale è oppresso dalle imposte. Ecco perché sono più ricche e potenti degli stati nazione. Ed è un problema democratico enorme”. Linguista, scrittrice e attivista svedese, Helena Norberg-Hodge è pioniera del movimento a favore dell’economia locale. Fondatrice di Local Futures e autrice del best seller Ancient Futures – incentrato sulla vita della popolazione della regione himalayana di Ladakh -, è produttrice del pluripremiato film L’economia della felicità, in cui spiega le sue tesi contro la globalizzazione e a favore della localizzazione, vista come antidoto a ingiustizia e infelicità. Nei giorni scorsi ha partecipato a Prato alla 18esima conferenza Internazionale sull’Economia della Felicità e a ilfattoquotidiano.it parla delle conseguenze della tecnologia sulla nostra vita e dello stravolgimento sociale causato dalle multinazionali, in particolare quelle della digital economy.

 

 

La meditazione può salvarci la vita?

Unknown“Sì, chiamami pure, se non rispondo è perché sto facendo la mia mezz’ora di meditazione”. Così mi ha detto, di recente, un’amica che ha passato una situazione lavorativa veramente difficile, perché non avendo un contratto da lavoratrice dipendente, ed essendosi ammalata di una lunga malattia, ha dovuto affrontare l’ansia di restare senza soldi e senza protezioni per un bel po’. Così, oltre a condurre la sua battaglia su fronte burocratico, il pomeriggio – anche – medita.

Ma non è la sola. Tante amiche e conoscenti, ed eccomi qui a fare outing, anche io, utilizzano la meditazione semplicemente e persino “banalmente” come un modo per andare avanti il più serene possibile. Di più, come un modo per sopportare la vita nei momenti in cui sembra più faticosa, per capire – e soprattutto – accettare come mai ci stia capitando quella cosa, e provare magari a farne un punto per ripartire; o comunque qualcosa con la quale possiamo convivere senza che essa ci impedisca di essere felici.

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