Cara di Castelnuovo, quella di Salvini è deportazione

Il dolore arriva leggendo tra le righe dei quotidiani, Fatto Quotidiano compreso, che oggi hanno raccontato la vicenda del Cara di Castelnuovo, comune vicino Roma, sgomberato con furia da Matteo Salvini tanto da lasciare nello sgomento oltre 500 persone, ignare del loro destino. Tra di loro, e appunto fa male leggerlo, tanti minori – tra cui una giovane promessa del calcio – che dovranno lasciare la scuola. E poi individui fragili: una donna malata di tumore, un’altra che ogni mattino con i mezzi andava all’ospedale Gemelli per allattare il suo bambino prematuro. Un’immagine veramente angosciante che dovrebbe spingere qualsiasi politico a riflettere sulle conseguenze dei suoi atti.

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Presepe, chi lascia gli ultimi in strada non ne faccia la retorica

Un’immensa schizofrenia ideologica attraversa chi ci governa oggi, in particolare, ça va sans dire, la parte leghista della coalizione. Quella che rivendica un giorno sì e l’altro pure l’importanza delle nostre radici cristiane, la purezza della nostra identità bianca, cattolica, italiana. Eppure nel nostro Paese è appena passato un decreto – firmato dal capo dello Stato e sul quale è stata addirittura posta la fiducia – che porta il nome di “sicurezza”, ma che sicurezza certo non porta nel nostro paese, anzi è destinato ad aumentare il conflitto sociale in maniera esponenziale. I suoi effetti saranno soprattutto sugli ultimi del nostro Paese, ovvero quelli arrivati in Italia senza niente, se non un carico di violenze subite e traumi dovuti a conflitti, fame, cataclismi di ogni tipo. Ma poi, di conseguenza, anche su tutti noi.

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