Troppo tempo e troppi soldi investiti sui figli, i genitori di oggi cambino rotta

Emotivamente sfiancante e sempre più costoso, in termini di soldi e denaro. Crescere figli oggi comporta un investimento di risorse economiche e psicologiche che però spesso rischia di essere persino controproducente. A lanciare la provocazione è il New York Times che pubblica una lunga inchiesta a firma di Claire Cain Miller, The Relentlessness of Modern Parenting. Il bersaglio è la cosiddetta “genitorialità intensiva”, un termine coniato dalla sociologa Sharon Huys che descrive uno stile genitoriale “sempre più centrato sul bambino, affidato agli esperti, emotivamente assorbente, finanziariamente costoso”.

Al contrario di quanto si crede, infatti, i genitori lavoratori di oggi passano con i figli lo stesso tempo delle madri casalinghe degli anni Settanta. Cambia anche il modo di stare con i bambini: si legge con loro, li si accompagna alle loro mille attività, si partecipa alle loro recite e giochi, si guarda persino la televisione insieme, si condividono i compiti: 5 ore a settimana rispetto all’ora e 45 minuti del 1975. Figli sempre più intrattenuti invece che semplicemente “amati e disciplinati”.

Continua qui. 

 

Quando stai male e non ti accorgi che il problema non sei tu

foto-fb-evento-MartiniPrendi una donna con un figlio o due, un lavoro monotono, o poco variato. Una vita fatta di routine, ma soprattutto un compagno serio, calibrato, poco incline al divertimento, con pochi amici e uno scarso desiderio di socialità. Un giorno questa donna comincia ad accusare un’ansia sempre più alta, una tendenza al pianto, un’angoscia di fondo che non passa. I parenti si preoccupano, cominciano a osservarla con più attenzione per cercare di capire che succede, si mettono in allarme anche loro. Comincia una girandola di visite specialistiche per la donna in difficoltà: una visita psichiatrica con somministrazione di farmaci, magari un incontro con uno psicologo per vagliare una psicoterapia, o dei colloqui con il medico di famiglia, o il ricorso all’omeopata, all’agopuntura, allo yoga: tutto perché la donna ricominci a stare bene e insieme ad essere ‘funzionale’ al suo contesto.

Continua a leggere qui:

http://sexandthestress.vanityfair.it/2015/03/10/quando-stai-male-e-non-ti-accorgi-che-il-problema-non-sei-tu/#comment-75042