Molestie, accusare il sistema senza fare nomi non serve a niente

Premessa sostanziale: che 124 attrici del cinema italiano si siano messe insieme, incontrandosi e discutendo, e abbiano fatto una lettera pubblica in cui denunciano un sistema marcio e prendono posizione a favore di chi ha parlato è un fatto importante e positivo. Anzi, ci si attendeva questa mossa da tempo, magari a ridosso dello scandalo Brizzi. Ma in ogni caso, semplicemente e banalmente, meglio tardi che mai.

Continua qui.

 

Caso Levato-Boettcher, perché quel bambino non dovrebbe essere adottato

Non sono un’assistente sociale, una psicologa, né tantomeno sono un giudice. Parlo dunque semplicemente come giornalista che si occupa da anni di maternità e di infanzia, parlo come donna e madre. Ma da questo punto di vista non posso che giudicare come un atto ingiusto e violento quello di decidere, come ha fatto ieri la Cassazione, che il figlio di Martina Levato e Alexander Boettcher venga dato in adozione, con la conseguenza che nessuna persona della sua famiglia, né i genitori, né i nonni, potranno più vederlo.

Il primo motivo è che questo bambino non è un neonato, ha già due anni e mezzo, ha già conosciuto genitori e i nonni, ha già una memoria, ha già una storia. Darlo in adozione ora significherebbe strappare quei pur fragili legami che nel frattempo ha creato. Con conseguenze sicuramente devastanti, ammesso che si trovi una famiglia disposta ad adottarlo.

Continua a leggere qui. 

 

Campo de’ fiori, quando esisteva ancora un’idea di laicità

UnknownSono la statua di Giordano Bruno, quella in piazza Campo dei Fiori, a Roma. Sono assai soddisfatta perché finalmente è uscita una mia “biografia” firmata dallo storico Massimo Bucciantini (Campo dei Fiori. Storia di un monumento maledetto, Einaudi). Raccontando la storia travagliata che ha portato alla mia erezione – sono stata inaugurata nel 1889 in un clima da guerra di religione, nulla a che vedere con le mie “frivole” contemporanee Tour Eiffel e Statua della libertà – l’autore sgombra il terreno da alcuni luoghi comuni, come quello secondo cui sarei un’opera della massoneria. E svela invece come sono andate le cose: l’idea di dedicarmi un monumento nasce infatti da comitati studenteschi (spinti dal rivoluzionario francese Armand Lévy), che si trovano a dover sia lottare contro resistenze clerico-moderate di ogni tipo, anche dentro il Campidoglio (volevano fare solo una lapide!), sia a racimolare i soldi attraverso una sottoscrizione internazionale. Tutto è bene quel che finisce bene? No, purtroppo, perché dal movimento a me legato sarebbe potuto nascere – spiega l’autore, che parla di “vincitori perdenti” – un movimento politico laico capace di portare avanti coraggiose battaglie riformiste (come l’abolizione dell’insegnamento religioso). Invece, niente di tutto ciò. Così, anche se sono stata salvata proprio da Mussolini – la Chiesa voleva la mia testa (di statua) insieme a quella di Garibaldi – oggi, a parte qualche sporadica manifestazione radicale sotto la mia ombra, sono soprattutto il simbolo di una sconfitta, quella della sinistra laica. Però, vista l’occasione del bel libro, vorrei chiedere al sindaco Marino: potreste almeno darmi una pulitina?

Pubblicato su Il fatto del 14 marzo 2015.

Aiuto, datemi una “guida alle serie Sky for dummies” (e altre sette vite)

UnknownMeno male che Sky pensa a me, essere umano comune con una vita normale e una giornata di ventiquattr’ore. Proprio l’altro giorno ho deciso di cominciare a seguire – bisogna essere al passo con i tempi, specie per le pause caffè in ufficio –  qualcuna delle celebri serie tv trasmesse da Atlantic Hd. Messo di fronte al menu del canale, però, mi sono trovato di fronte all’abisso della scelta, un angosciante aut aut tra infinite possibilità.  Mi sono chiesto nel terrore: cosa fare? Seguo la guerra tra gli York e i Lancaster in The White Queen, osservo la nuova vita di un mafioso newyorkese in Norvegia in Lilyhammer, partecipo alle azioni efferate della banda della Magliana in Romanzo Criminale, studio gli intrighi di potere nel celebre House of Cards, rabbrividisco per gli omicidi tra i ghiacci di Fortitude? Oppure mi butto sulla leggenda di Re Artù con Camelot, entro nello studio di uno psicoanalista con In Treatment, seguo le trame di un politico corrotto in Boardwalk Empire, mi addentro nelle torbide vicende dei Borgia, finisco nelle vicende di una famiglia di becchini in Six Feet Under? Come dicevo, però, Sky ha pensato a me, e ha deciso di lanciare “Atlantic Confidential”, un nuovo magazine settimanale – ogni sabato alle 15 e in replica alle 20.50– per orientarmi nella selva della programmazione, in compagnia del conduttore Federico Chiarini.

Continua a leggere

Non è un paese per mamme

Foto japeye: https://www.flickr.com/photos/japeye/

Foto japeye: https://www.flickr.com/photos/japeye/

«Ma come faccio a cercare lavoro se devo allo stesso tempo tenere mio figlio? I criteri dei nidi sono assurdi, il mondo è cambiato, dovrebbero cambiare anche loro». Maria ha 35 anni e un bimbo di un anno. Il suo contratto a termine non è stato rinnovato con la gravidanza e ora è in cerca di un nuovo impiego. Eppure, pur avendo un reddito molto basso – il marito lavora come architetto in uno studio che lo paga 900 euro al mese –, non ha avuto diritto ad un posto al nido per suo figlio, perché il comune di Roma, dove abita, assegna il massimo punteggio a genitori lavoratori mentre considera disoccupati e in cerca di lavoro alla stessa stregua. Continua a leggere