La Felicità non sta mai ferma. Storia di un bambino con la ADHD

Mi è capitato di recente di occuparmi di ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) per un’inchiesta sugli psicofarmaci. Sì, perché purtroppo per questo tipo di patologia, specie negli Stati Uniti, si danno spesso e volentieri anche farmaci (Ritalin, Strattera e altri), vere e proprie anfetamine che rendono il bambino più sveglio lucido, ma hanno una serie pesanti di effetti collaterali. Ad esempio possono arrestare lo sviluppo del bambino, danno dipendenza, senza contare il fatto che non sono ancora noti gli effetti degli psicofarmaci su cervelli ancora non sviluppati.

Continuo a ritenere, nonostante anche alcuni psicologi e psicoterapeuti abbiano una parziale apertura verso questi farmaci, che dare uno psicofarmaco a un bambino di 8, 10, 12 anni sia un crimine. Ma ho parzialmente cambiato idea sulla sindrome da ADHD, che fino poco tempo fa ritenevo essere un problema risolvibile con l’educazione (e dunque anche frutto di un’educazione sbagliata: senza giudizi, perché anche io mi ritrovo con un bambino con sintomi abbastanza simili, anche se non esasperati, e so di aver fatto numerosi errori nel crescerlo).

Mi ha aiutato molto la lettura di un libro lieve e autentico, “La felicità non sta mai ferma”, di Chiara Garbarino (Utet edizioni). Un libro in cui, semplicemente, Chiara racconta la storia di suo figlio Leo. E di come fosse agitato si da quanto stava nella sua pancia, per poi proseguire anche fuori: i primissimi anni in cui stava in casa, ma anche – implacabilmente – anche all’asilo nido e poi alle elementari.

 

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Guida automatica, una fantastica utopia democratica

Il ventenne che non ti dà la precedenza perché ormai privo del concetto di limite, la signora mechata sulla Smart che ti supera a destra col telefono all’orecchio, la drogata dello shopping che lascia l’auto al posto handicappati perché “tanto ci metto un minuto”. Per non parlare di quelli che travolgono pedoni per rispondere a un whatsapp o uccidono un ciclista perché alticci o drogati. Tutte categorie umane che, finalmente, spariranno (letteralmente) dalla circolazione. Insieme a loro sarà per fortuna cancellata anche tutta una serie di sentimenti di cui non sentiremo la mancanza: l’indicibile frustrazione di un uomo anziano nel momento in cui deve arrendersi e smettere di guidare, la tristezza di una nonna a cui il figlio a un certo punto vieti di portare i nipoti in macchina. E, ancora, la rabbia di un disabile che non trova chi lo accompagni o il dolore senza fine di chi ha perso qualcuno in un incidente. Ma come svanirà tutto questo, sovvertendo in meglio forse già le nostre esistenze, di sicuro quelle dei nostri figli? Attraverso l’avvento delle macchine a guida automatica, che sono già una realtà per molte case automobilistiche, anche se solo in via sperimentale. Eppure, invece di gioire di un cambiamento così portentoso, continuiamo a considerare l’auto come un possesso privato da esibire, sui cui avere sempre il controllo: mano sul cambio e piede sulla frizione, crediamo che così sarà per sempre, né desideriamo essere spodestati dal piacere fallico di lanciare il nostro mezzo nel traffico come ci pare, ottusamente convinti che salire in macchine guidate da noi sia sicuro.  Continua a leggere

SETTE MOTIVI PER NON ANDARE A LETTO CON CHI NON CONOSCETE DAVVERO.

Se esiste una cosa assai semplice oggi, beh quella è senza dubbio finire a letto con qualcuno. Potete anche abitare in una sperduta provincia, ma tra Facebook, chat di incontri di vario tipo, app – vedi Happn – che ti consentono di incontrare le persone che abitano nel raggio di un chilometro trovare persone è la parte più facile. Si studia la foto, si manda un primo messaggio, si comincia a chattare. Basta che la testa sia un po’ intrigata, giusto un minimo, basta una manciata di pensieri erotici, un paio di incontri e poi fare l’amore è quasi automatico.

RELAZIONI SENZA CONFINI.
Lo stesso vale anche per amici e conoscenti, e non importa che siano o non siano sposati. Tanto, diciamolo, tutti vanno a letto con tutti, i tradimenti sono all’ordine del giorno, le relazioni sono diventato così flessibili da non avere quasi alcun confine.

SE A RIMETTERCI E’ IL CUORE.
Lungi da me fare la parte della moralista, di quella che vede in tutto questo una depravazione etica che andrebbe arrestata. Io dico più semplicemente: andare a letto con qualcuno se appena lo si conosce è la cosa più sbagliata del mondo. Perché a rimetterci sono le emozioni, quelle vere. A rimetterci, come ho voluto simboleggiare in questa foto, è il cuore.

CORTEGGIAMENTO, RENDIAMOLA PAROLA DELL’ANNO.
Il sesso è una cosa bella e ne dovremmo fare senza dubbio molto di più. Dovrebbero fare più sesso i fidanzati, i coniugi, dovrebbero fare più sesso i single, le donne, anche quelle di sessanta, settanta, ottant’anni. Ma il sesso richiede tempo, emozioni lunghe, approfondimento reciproco. Richiede corteggiamento, una parola quasi scomparsa dal nostro vocabolario e che vorrei rilanciare come parola di quest’anno.

CHI SEI TU? CHI SIAMO NOI?
Fare sesso una volta, o due è semplice. Ma dopo, che succede? Come aprire una storia, o ancora meglio una Storia, perché di quelle abbiamo tutti bisogno, sì, anche negli anni Duemila? La verità è che quasi tutte le relazioni sessuali che non partano da un confronto lungo e vero finiscono per naufragare. Perché basta che passi l’eccitazione momentanea e si ha improvvisamente l’impressione di avere di fronte un estraneo. Chi sei tu? Chi siamo noi? Cosa stiamo facendo?

FRUSTRAZIONE E A VOLTE CHOC.
Chi l’ha vissuto, sa che questa esperienza può essere un piccolo choc, oppure comunque una frustrazione. A quel punto è tutto difficile. Separarsi e smettere di andare a letto può lasciare comunque un senso di tristezza e di spreco, oppure se si è capito che l’altro non ha nulla a che fare con sé, la consapevolezza di aver fatto un errore. Se, tra l’altro, incidentalmente l’altro pensa invece che voi siate molto interessanti, gli toccherà subire una enorme delusione causata dalla rottura del rapporto.

SENTIMENTI E IDEE CHE SI SPOSANO CON POESIA.
Il sesso crea un legame, è vero. Ma un legame fragile, se non è fondato su una solida conoscenza reciproca, sulla scoperta meravigliosa e progressiva che quella persona ha idee, pensieri, sentimenti che si sposano meravigliosamente con i tuoi, che la sua testa e la tua testa si completano con armonia e poesia, che il suo modo di comportarsi, di dialogare, persino di comunicare tramite messaggi sia esattamente quello che voi ritenete giusto.

ASPETTATE!
E allora cosa bisogna fare? Per me non c’è dubbio. Aspettare. Non avere fretta. Darsi tempo. Moltiplicare le occasioni per parlare, incontrarsi, condividere esperienze. Scriversi molto, ridere molto, ma mai, mai finire a letto fino che il sesso non scaturisca da quel desiderio forte e meraviglioso, quello che ti emoziona veramente, che si sarà formato se voi gli avrete dato tempo per formarsi.

SE IL DESIDERIO INDICA LA STRADA
A quel punto, capire cosa fare sarà più facile. Perché sarà il desiderio a indicarvi la strada, i prossimi passi, quelli giusti. E non avrete la sensazione amara di non sapere chi avete di fronte, e di conseguenza di perdere quel tutto quell’eccitazione che vi sembrava solida e invece è scomparsa in pochi giorni. A quel punto potrete, davvero, amare.

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5 MOTIVI PER NON FARE UNA LISTA DI BUONI PROPOSITI PER IL 2018 

La tentazione è forte: cominciare a buttar giù freneticamente liste, via via stracciate e poi rifatte, di cose da fare e obiettivi da raggiungere per il 2018. Serve a mettere sotto controllo l’ansia, a convincersi un po’ magicamente che l’anno a venire sarà certamente pieno di occasioni per realizzare desideri vari, a sentirsi energetiche e pronte all’azione. Perdere peso e guadagnare di più sono in genere le mete in cima alla lista, che a volte – ma raramente – include anche obiettivi sentimentali (chiudere con l’amante, trovare un fidanzato etc). In realtà, scrive liste di “what to do” per l’anno a venire e inutile e anche controproducente. Ecco perché. Continua a leggere