Dieci motivi per cui conviene confessare un tradimento prima di essere scoperti

Confessare il proprio tradimento al partner prima che lui lo scopra è la scelta che meno danneggia il rapporto sentimentale che abbiamo timore di perdere. Lo sostiene Rita D’Amico, una psicoterapeuta e ricercatrice dell’Institute of Cognitive Sciences and Technologies, che da anni si occupa, tra l’altro, di tradimenti e amicizie erotiche. Una parte consistente del suo nuovo libro, Amori e Infedeltà. Triangoli e relazioni tra vecchie credenze e nuove realtà (Franco Angeli), è dedicata proprio al tema della confessione dell’adulterio alla persona tradita. “Va detto subito”, spiega, “che confessare non è facile, proprio perché il timore di perdere l’altro è altissimo, così come la paura di essere puniti con ritorsioni di vario tipo.  Tuttavia se la confessione è accompagnata dalla ferma intenzione di non ripetere l’errore, così come dal riconoscimento della legittimità della rabbia dell’altro, è senz’altro la scelta migliore”.

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Come diventare un Digital Fundraiser

Italiani popolo di donatori in rete: secondo l’indagine Donare 3.0, voluta da PayPal  in collaborazione con Rete del Dono e curata da Doxa Duepuntozero, circa l’83% dei venti milioni di internauti italiani ha effettuato una donazione nell’ultimo anno. Ma c’è un potenziale ancora inespresso, cioè una lacuna da colmare: quella delle persone che sono interessate a quella certa organizzazione nonprofit o anche a una piccola società che porta avanti progetti solidali, ma non arrivano a fare il “salto” della donazione.

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Tutte le violenze subite dalle italiane in sala parto

“Mi sono sentita umiliata e violata. Piango ancora se penso al mio parto e non sono lacrime di gioia”. “Arrivo in ospedale dilatata di 8 cm. Signora lei in un’ora partorisce!! 17 ore di sala parto, manovra di Kristeller, episiotomia, 2 raschiamenti in 2 giorni, attacchi epilettici dopo anestesia, trasfusioni di sangue… Riesco a vedere mia figlia dopo 6 giorni”. Sono alcuni dei messaggi inviati da donne e madri sulla pagina Facebook legata alla campagna #bastatacere, lanciata un anno fa dall’attivista Elena Skoko e dall’avvocata Alessandra Battisti, insieme a 20 associazioni che si occupano di maternità, e diventata in poco tempo virale. Da quella campagna è nato un vero e proprio Osservatorio sulla violenza ostetrica, OVOItalia, che oggi ha presentato a Roma i dati di un’indagine Doxa, realizzata con le associazioni La Goccia Magica e CiaoLapo Onlus.

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I risultati sono allarmanti.