Natale, i miei figli hanno troppi regali. E io provo disagio

I pacchetti sono cominciati ad arrivare anche prima di Natale. La baby sitter che partiva e metteva sotto l’albero un libro e un gioco. Amici vari che mi lasciavano piccoli doni per i miei due figli. I parenti che non avrei visto a Natale: altri regali da scartare. E questo è solo l’antefatto. Perché stasera arriveranno i nonni-uno, con libri comprati da fuori. E, in più, con le decine di regalini avanzati dal calendario dell’Avvento, che abbiamo deciso di aprire alla Vigilia. Domattina, poi, c’è Babbo Natale con i regali “veri” e a pranzo i nonni-due, che pure vogliono partecipare anche se separatamente. E poi, ovviamente, c’è la Befana, che ormai è diventata una specie di Babbo Natale bis: altro che mandarini, noccioline e caramelle.

Quello che sto raccontando, però, non vale solo per i miei figli. Se alzo lo sguardo in giro – ovviamente parlo di ceto medio borghese, non mi riferiscono ai bambini poveri o molto poveri, sia chiaro – i bambini di oggi ricevono per Natale una quantità di regali impressionante. Stiamo parlando di decine di doni, appunto, tra Natale, Befana, parenti vari. Il motivo si spiega anche sociologicamente, o meglio demograficamente. I bambini sono numericamente molto pochi, la metà circa di quelli degli anni del boom demografico e sociale. Ci sono figli unici, a volte persino nipoti unici, sui quali si riversa l’affetto, anche materiale, di una pletora di nonni, zii, amici.

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