La caccia è feroce, insensata e omicida. L’unica soluzione è abolirla

Sua madre lo ha partorito, allattato, svezzato, vaccinato, educato, cresciuto, accompagnato, protetto, immensamente amato. E poi M.T. è morto l’altro ieri, a vent’anni, ucciso dalla pallottola di un pensionato che, durante una battuta di caccia, lo ha scambiato come un cinghiale. La stessa fine è toccata ad un altro ragazzo ligure, morto in provincia di Imperia lo scorso 20 settembre. Di morti insensate è pieno il mondo, certo, ma questi sono decessi – ventidue nell’ultima stagione venatoria più quasi settanta feriti, come segnala l’Associazione Vittime della Caccia – che potrebbero essere evitate. Impedendo la caccia di domenica, perché i boschi sono pieni di gente che raccoglie funghi o semplicemente si rilassa, costringendo i cacciatori a seguire le regole – uccidere con licenza regolare e nei giorni consentiti e nelle specie consentite – ma soprattutto, unica vera soluzione, abolendo una pratica veramenteferoce e insensata.

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3 thoughts on “La caccia è feroce, insensata e omicida. L’unica soluzione è abolirla

  1. Uno sparo nel buio, verrebbe da dire, se il richiamo allo sparo non apparisse inopportuno dato il tema trattato… Comunque un grande sollievo nel leggere qualcosa che ancora abbia i tratti di un ragionamento sensato e, soprattutto, le argomentazioni ineccepibili di una coscienza civile. Purtroppo, davanti alla protervia dei cacciatori e alla squallida complicità dei politici, ci si sente impotenti e ci si rassegna ad una sterile critica fra commensali o ad una limitata iniziativa personale, come quando si è costretti a percorrere i sentieri del proprio escursionismo armati di fischietto e altri “avvisatori”. Voglio sperare che sempre più autori si sensibilizzino a questa tematica e si riesca, finalmente, a far uscire la questione dalla trappola “cacciatori vs vegani” , riconducendo l’argomento in quella prospettiva di battaglia per la civiltà di cui abbisogna. Comunque grazie per le belle parole e un sincero augurio di buon lavoro.

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