Caso Toffa, sul cancro è meglio la verità che l’ottimismo

Come tutti noi, conosco decine e decine di persone ammalate di cancro. Provo verso di loro – in particolare amiche sottoposte a cicli estenuanti di chemioterapia e radioterapia per cancro al seno – un sentimento di ammirazione completa e totale, una stima senza fine. Perché convivere con un cancro è qualcosa di epico, metafisico. Comporta una lotta fisica e psicologica immane, costante, senza fine, perché il cancro, se non uccide, resta una malattia cronica, a rischio recidiva, nonostante si parli con troppa facilità di “guarigione” da questa malattia. Penso sempre che mai riuscirei ad affrontare una simile prova, e al tempo stesso che in qualche modo dovrò attrezzarmi, visto che chi non è malato oggi lo sarà probabilmente domani. Ma non mi capacito di come sia possibile vivere sapendo che la morte è una possibilità non astratta ma concreta, possibile, reale, vicina o vicinissima.

 

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