Ma come si fa a colpevolizzare una donna che lavora

Sui social media è stato abbondantemente stroncato, soprattutto da donne indignate da uno spot così platealmente assurdo, tanto colpevolizza le donne che lavorano e hanno figli invece che far loro un augurio gentile (come doveva essere per la festa della mamma). Ma vale la pena tornare sul tema, perché la pubblicità ci dice molto sulla mentalità collettiva e spesso esprime stereotipi molto saldi nella società italiana.

Anzitutto una breve sintesi del video, certamente concepito da mente maschile (non potrebbe essere diversamente): decine di donne vengono chiamate da un presunto responsabile dell’azienda che comincia a dire loro che non svolgono bene il loro lavoro, che trascurano compiti importanti, che insomma tutto va molto male nel modo in cui si comportano. Le donne reagiscono con stupore, amarezza, alcune sono impaurite, altre arrabbiate. Ma a un certo punto si svela il mistero: entrano nella stanza i figli di quelle madri, le quali che  si lasciano andare al pianto per il sollievo, visto che capiscono che si tratta di uno scherzo. Quei bambini, però, chiedono alle mamme maggiore vicinanza, di essere presi più spesso all’asilo, di stare più spesso insieme, insomma in pratica sbattono platealmente loro in faccia il conflitto lacerante che le donne, specie italiane vivono tra lavoro e maternità. Fine dello spot.

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