Ex mogli terrorizzate e confuse: cosa succede nei Tribunali oggi

“Rischio di dover vivere alla soglia della povertà all’età di 56 anni. E questo a causa di una sciagurata sentenza che sta dettando legge nei tribunali di tutta Italia, tranne qualche rara eccezione”. Maria, una vita di lavoro alle spalle “ma senza poter versare contributi sufficienti per una pensione dignitosa perché sempre regolarizzata con contratti brevi, a termine o addirittura senza contratto”, sta aspettando la decisione dei giudici sulla richiesta, avanzata da suo marito, di cancellare l’assegno di mantenimento divorzile. Richiesta possibile grazie alla sentenza della Cassazione del 10 maggio scorso (pronunciata nel contenzioso fra l’ex ministro Vittorio Grilli e Lisa Lowenstein), che ha eliminato l’obbligo per il coniuge “forte” di garantire lo stesso tenore di vita all’ex moglie. E ha puntato invece i fari sull’indipendenza economica – basata sul possesso di redditi di qualunque specie, anche immobili sfitti, e della capacità di lavoro effettiva – di chi dovrebbe ricevere l’assegno al momento della separazione, senza tener conto di un eventuale apporto alla cura della casa e alla crescita dei figli da parte del coniuge debole.

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