“Altro che fiocchetti rosa, di cancro si muore ancora”

Criticano l’informazione sul cancro al seno diffusa da tv e giornali, “infiocchettata e buonista, politicamente corretta, che vuole le donne guarite al 99% di cancro al seno”. Ripetono a voce alta la parola “morte”, perché “la si rinnega, perché è ancora un tabù, perché non la si vuole più associare al cancro al seno”. Sono 200 donne malate di cancro al seno metastatico, quello al cosiddetto “IV stadio” (il più grave, che loro chiamano lucidamente con il suo nome, “inguaribile”) e hanno scritto una lunga lettera diretta ai quotidiani e trasmissioni italiani. Perché sono stanche di vedere che di loro, 30.000 in Italia, con 12.000 morte ogni anno, i media non parlano mai. “Leggiamo molti articoli e notizie sul cancro al seno”, si legge nella lettera, “e ci colpisce la disinformazione generale”.  Persino nei gruppi Facebook delle malate al seno queste donne – mediche, ingegnere, infermiere, matematiche, disoccupate, anche con figli anche piccoli – sono spesso accusate di “togliere la speranza per aver detto la verità”, e cioè che di cancro al seno si può morire, “perché negli stadi avanzati la percentuale di sopravvivenza scende al 75%”.

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