Elezioni 2018, la vergogna infinita di una sinistra divisa

Sono troppo giovane per essere stata comunista quando il comunismo, nella Prima repubblica, stava all’opposizione ma dettava un immaginario di emancipazione dalla povertà e di uguaglianza per chi credeva nei suoi ideali. Sono abbastanza vecchia invece per aver votato per la prima volta esattamente all’avvento della Seconda repubblica – nel 1994 avevo 19 anni – quando l’intero sistema politico precedente si frantumò e al potere arrivò un uomo di plastica che convinse il popolo italiano a votare per lui grazie ai suoi spot televisivi e alla sua retorica del self made man, raccontata persino su un giornaletto inviato a milioni di italiani (conservo ancora quella rivista, testimonianza di qualcosa di incredibile accaduto davvero).

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