Tumore al seno, diteci la verità, vi prego

Un tempo il seno era, per noi donne, soprattutto un oggetto di seduzione, una zona erogena da stimolare durante un rapporto d’amore e di sesso. Un organo con cui si avere talvolta un rapporto complicato, troppo piccolo, troppo basso, ma comunque qualcosa non certo di minaccioso. Oggi, anche se continua a essere mostrato ovunque, strizzato dentro reggiseni a ferretto e coppe push up, il seno per noi è diventato, invece, soprattutto un incubo. Sì, perché se non hai vent’anni ma più di trentacinque, si affaccia per te la questione della diagnosi precoce, ossia quello di un possibile tumore.

Di tumore al seno, va detto, si parla ovunque, articoli sui quotidiani e riviste, dibattiti in trasmissioni mediche e no, web. È diventato un tema quasi pervasivo, giustamente, un tumore “principe” rispetto a tumori dei quali invece si parla pochissimo. Così le donne si sono in qualche modo adeguate, hanno cominciato a fare in maniera diligente l’autopalpazione, e a sottoporsi, chi ogni due, chi ogni anno, a ecografia e mammografia, spesso pagate di tasca propria perché le liste d’attesa in certe regioni possono essere lunghissime (che poi lo Stato dovrebbe garantire la prestazione entro 60 giorni, ma questo non lo sa nessuno, purtroppo).

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