5 MOTIVI PER NON FARE UNA LISTA DI BUONI PROPOSITI PER IL 2018 

La tentazione è forte: cominciare a buttar giù freneticamente liste, via via stracciate e poi rifatte, di cose da fare e obiettivi da raggiungere per il 2018. Serve a mettere sotto controllo l’ansia, a convincersi un po’ magicamente che l’anno a venire sarà certamente pieno di occasioni per realizzare desideri vari, a sentirsi energetiche e pronte all’azione. Perdere peso e guadagnare di più sono in genere le mete in cima alla lista, che a volte – ma raramente – include anche obiettivi sentimentali (chiudere con l’amante, trovare un fidanzato etc). In realtà, scrive liste di “what to do” per l’anno a venire e inutile e anche controproducente. Ecco perché.

New Year’s Resolutions

  • UNA PRATICA UN PO’ MASOCHISTA. Passi la lista delle cose della settimana, semplice e pragmatica, ma fissare nero su bianco obiettivi difficili da raggiungere, come si fa l’ultimo dell’anno, è sinceramente un po’ masochista. Se sapete che perdere peso per voi è difficile, perché scrivete come obiettivo quello di buttar giù almeno quindici chili? Se sapete che difficilmente riuscirete a cambiare lavoro, perché vi imponete di aumentare i vostri guadagni del trenta per cento, ad esempio? Il fallimento è dietro l’angolo e così la frustrazione. Meglio allora mini-obiettivi pragmatici (ma a quel punto, serve proprio una lista solenne in carta bollata da ultimo dell’anno?).
  • MEGLIO UNA LISTA DI QUELLO CHE SI E’ FATTO. Ripensando all’anno precedente, quante volte avete fatto poi quello che vi eravate proposte? Probabilmente mai, perché la vita è piena di eventi che non possiamo controllare. Può essere triste accettarlo, ma una volta fatto vi sentirete paradossalmente più libere. Semmai, fate una lista a fine anno di tutte le cose che avete fatto.
  • PROVATE IL “PROPOSITO INSIEME”. Scrivere liste di cose da fare per l’anno a venire fa parte di una cultura molto individualistica. Difficilmente troverete tribù che scrivono liste di obiettivi per l’anno nuovo. In altre parole, quando scrivete le cose da fare, dimenticate che noi non siamo mai “soli”, ma intrecciati agli altri: parenti, amici, colleghi, amori. Avrebbe più senso scriverli insieme, semmai, e solo in quel caso, forse, ci sarebbe una chance di riuscita. Provate il “proposito insieme”: decidete magari di studiare insieme inglese col vostro compagno, chiedete ad un’amica di iscriversi in palestra con voi. Aumenteranno le chance di riuscita.
  • SI’ ALL’OBIETTIVO EMOTIVO. Se proprio dovete scrivere qualcosa da raggiungere, prefiggetevi obiettivi “emotivi”. Essere meno rabbiose, cercare di accettare più le situazioni che non vi piacciono, sentimentali o lavorative, manifestare più empatia verso amici in difficoltà. Non funzionerà lo stesso, perché il lavoro sui sentimenti richiede tempo e lavoro su di sé, ma almeno sarà meglio che avere liste di cose del tipo cambiare la macchina o rassodare la pelle del viso.
  • Infine, fare liste è inutile perché il tempo non ha frazioni, è una linea continua che mai si interrompe. Pensare di poterlo “dividere” tra un prima e un dopo è illusorio. Certo, si potrebbe obiettare che si tratta di uno schema mentale che ci aiuta a credere di poterlo governare. Ma se riuscite ad abbandonare del tutto lo schema, e abbandonarvi al flusso che scorre senza pensare a date, compleanni, scadenza – partizioni alla fin fine molto più ansiogene di quel che si creda – finirete col vivere molto meglio. Non vi serviranno liste annuali di buoni propositi, perché il giorno dopo sarà per voi semplicemente un giorno in più.

 

 

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