Clima, se il meteoweb riscopre l’Apocalisse

Non ne possiamo fare a meno: la visita compulsiva ai siti meteo, alla ricerca di previsioni sul prossimo futuro, dovrebbe entrare nel paniere Istat, tanto sono ormai ricercati questi auruspici on line che si moltiplicano come funghi sul web. E proprio per raccattare il maggior numero di clic, molti di loro – che non avrebbero molto da dire se non le temperature di pochi giorni a venire – hanno capito che non bastano le cartine, i grafici, i video con signorine in jeans attillati, ma occorre una svolta radicale: l’adozione di un linguaggio apocalittico, che cavalchi il terrore del cambiamento climatico. Uno dei siti più zelanti in merito è certamente Meteoweb.eu, che da settimane ormai porta avanti la bandiera dell’imminente autocombustione terrestre. “Saranno sette giorni terribili, drammatici. Era dal 1300 che l’Italia non viveva un periodo di caldo così intenso”. “Vivremo un periodo terribile, dal clima infernale”. E ancora: “Record storici stravolti”, “Shock termico”, “L’Italia arriverà a metà Agosto allo stremo”, “I mari rischiano di diventare bollenti”. Infine, la frase preferita: “Attenzione già da oggi quindi! Ma domani sarà anche peggio!”.

Meteoweb.it, tuttavia, è in buona compagnia. Anche siti più noti, come Ilmeteo.it, utilizzano ormai un vocabolario infernale: “Lucifero è pronto ad arroventare il Paese”, “Le fiamme di Lucifero sull’Italia”, “Lucifero pronto all’impatto”, e ancora “Dalla padella alla brace”, per intendere il passaggio, appunto, da Caronte all’ormai più nota clima-star. C’è poi il Meteogiornale.it che cerca di rassicurare con questa frase: “Al Meridione il caldo faticherà a ritirarsi del tutto, ma perlomeno sarà meno atroce”, mentre 3bmeteo.it parla di “notti canicolari” e Adnkronos è lapidaria: “Lucifero squaglia l’Italia”. In pole position, quanto a previsioni ansiogene, è anche il Sussidiario.net: sempre parlando dell’anticiclone satanico, spiega che è pronto a “scatenare l’inferno”, che ha una natura letteralmente “diabolica” e “non c’è modo si sfuggirgli”, tanto che “il nuovo continente nero stiamo per diventarlo noi”. Ora, non si tratta di negare il cambiamento climatico – giustamente Meteoweb accusa quelli che hanno sul tema “spesse fette di prosciutto sugli occhi” – ma di porsi alcune domande: ci serve tanta apocalisse? E se oggi parliamo di Lucifero, domani che farà ancora più caldo chi scomoderemo? E come mai coloro che si occupano dei contenuti di questi siti non si fermano mai a riflettere sulle conseguenze di un vocabolario tanto terrificante: un probabile aumento immediato della temperatura percepita, sensazione di paralisi (se l’avversario è Satana, cosa fare?), prime percezioni di una sottile voglia di suicidarsi? Voglia che, tra l’altro, aumenta quando si vede che anche di fronte a tanta catastrofe i consigli degli esperti restano sempre gli stessi dalla preistoria: non uscire nelle ore calde, attenzione a anziani e bambini, bere molto, mangiare frutta e verdura, usare vestiti di lino etc. Palliativi validi al massimo per il purgatorio, non certo tra le fiamme dei gironi infernali.

(Pubblicato su Il Fatto quotidiano).

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