«Laureati e artigiani: ecco perché aver studiato ci serve ancora»

La prossima volta che entrate in un locale non date per scontato che il ristoratore sia un becero illetterato: potrebbe avere in tasca, una laurea in lettere o in matematica. E quando chiamate il tecnico per l’antenna fermatevi un attimo a pensare che, sì, potrebbe essere un filosofo o un biologo. Sempre più laureati in materie “speculative” decidono, con successo, di riconvertirsi in mestieri pratici. Per la crisi, ma anche per la voglia di cambiare aria. Gli esperti lo confermano: “Chi ha una preparazione tecnica fa più fatica cambiare”, spiega Benedetto Vertecchi, “mentre chi non sa ‘fare nulla’ riesce più facilmente a inventarsi un lavoro, magari creativo”. Cervelli felicemente “riadattati”, insomma.

Il giornalista pizzaiolo

Lo vedi sfornare rapido e preciso piccole pizze rotonde cotte su padelle di ferro. Salsiccia e friarelli, porcino taleggio e noci, niente ingredienti strani. “Quando arriva uno straniero che mi chiede la pizza con l’ananas”, racconta ridendo Andrea Koveos, 49 anni, “io gli dico ‘I call the police!”. Laurea in Sociologia, praticantato al Guerin Sportivo, ufficio stampa per Storace, Alemanno, Polverini, poi il lavoro da free lance. “Ma quando la mia intervista esclusiva a Varoufakis non mi venne pagata manco un caffè ho detto basta”. Oggi intrattiene – parla cinque lingue – turisti e clienti. Anche con la cultura: il mercoledì sera mette in scena racconti storici e mitologici.

Il fisico biciclettaro

Quando vedi Fabio Corrente, 40 anni, sistemare gli accessori per la bici nel suo negozio – “Biciclettaro”, a Roma – non ti immagineresti che, in realtà, è un fisico con dottorato in Matematica. “Ho fatto ricerca, ho insegnato in Italia, ma non ero contento e quando un mio amico mi ha proposto di aprire il negozio non ci ho pensato due volte: da tempo ero un appassionato”. Ai genitori è venuto un mezzo infarto, ma oggi ha uno stipendio e non ha rimpianti. “La mia forma mentis la uso anche qui, eccome”.

Il letterato ristoratore

Manuel Fiorentini ha 36 anni e si muove elegante per il suo locale – Antica Torretta, a Verona – dove prima faceva il cameriere. In tasca ha una laurea in Lettere con tesi su Salgari, che non rimpiange di aver preso, anzi: “La cultura ti consente di parlare con il cliente con intelligenza e fantasia”. Grazie alla sua preparazione, poi, Manuel partecipa a eventi gastronomico-culturali, come il Festival biblico. E dei reality di cucina cosa pensa? “Lavorare in un ristorante significa passare la giornata a sfilettare branzini immersi nella puzza di pesce. Altro che gli chef patinati di Masterchef”.

Il giornalista pasticcere

“Ho sempre voluto fare il giornalista e l’ho fatto, dopo una laurea in Scienze della Comunicazione con tesi sul Corriere di Ottone. Ma quando sono arrivato a fare 60 pezzi per 8 euro al mese ho detto basta”. Marco Vannicelli, 33 anni, oggi fa il pasticcere e guadagna molto di più di prima. Ha iniziato aprendo un blog, Bakingbread.it, dove prepara dolci ispirati alle serie americane. Del giornalismo non è rimasto nulla? “Mi aiutato a familiarizzare con orari non comuni, però adesso è un’altra cosa: vedo subito la reazione di chi assaggia. Quando scrivevo sulla carta io i lettori non li vedevo mai”.

L’architetto spazzacamino

La svolta avvenne quel giorno in cui, decorando la tavernetta di una cliente – ha un’impresa familiare di decorazioni e restauri – la canna fumaria cominciò a perdere fuliggine e lui chiese uno spazzacamino. “Sul web non c’era nulla, così una volta tornati a casa ci iscrivemmo all’Associazione nazionale fumisti e spazzacamini e dopo un anno eravamo sui tetti”. Renzo Ruffino oggi maneggia scovolini professionali e telecamere – “per studiare la canna fumaria e far vedere al cliente il prodotto finale” – ma in realtà è laureato in Architettura al Politecnico di Torino. Stufo del precariato, si mette a fare l’animatore, poi finisce nell’azienda di famiglia. Rimpianti nessuno, mentre la laurea gli è tornata utile: “Non devo pagare un responsabile tecnico e posso fare la dichiarazione di conformità degli impianti. E poi conosco meglio i palazzi. In un mestiere come questo, aiuta”.

La storica dell’arte artigiana

Il suo sito – Miurcilla.it – è un trionfo di pupazzi, trapunte, borse, realizzati con stoffe uniche e coloratissime. Lei, Marianna Franzosi, 36 anni, si definisce artigiana, ma ha una laurea in Storia dell’arte in tasca. Nessuna contraddizione, però, “ho sempre amato le arti decorative e senza la mia formazione non sarei riuscita a sviluppare il mio lavoro”. Marianna conduce la sua attività interamente da sola, dall’acquisto dei tessuti – spesso all’estero – alla promozione su Istagram. “Paradossalmente oggi studio più di ieri: libri di designer del passato e arte etnografica, poi magari il cliente non sa che si tratta di un cotone russo dei primi del Novecento, ma quel tessuto va arricchire il suo immaginario. Insomma, io non mi sento di aver cambiato strada: le mie mani seguono la testa e tutto quello che ho studiato e continuo a studiare”.

 

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