Costanza, Silvia, Francesca: cambio vita e lancio una start up

La balena Giovanna muove la coda sconsolata: il mare in cui nuota è pieno di rifiuti, sacchetti di plastica e copertoni. Difficile riuscire a trovare qualcosa da mangiare. Per fortuna ha con sé un amico, il bambino che sta sfogliando la sua favola su un Ipad, e che con pazienza divide tutti i rifiuti e li trascina nella spazzatura, rendendo il mare pulito. È una delle storie scritte, disegnate e poi “animate” tramite app da Costanza Pintori, un’ex giornalista che da cinque anni si sta dedicando anima e corpo al suo progetto imprenditoriale (Connie Tells): ad oggi le favole sul mercato sono quattro, ma nuove sono in arrivo. «La decisione di cambiare vita e lavoro», racconta, «c’è stata quando è nato mio figlio, che purtroppo ha avuto dei problemi che mi hanno costretto a restare a casa. Mano mano che il bambino cresceva, mi sono resa conto che il modo di apprendere di mio figlio, che frequenta una scuola di cultura anglosassone, era diverso dal mio, e al tempo stesso che molte delle nostre storie classiche  (“I tre porcellini” come “Pinocchio”) non rispondevano alle sue domande». Così Costanza comincia a pensare a racconti che possano aiutare suo figlio, e gli altri bambini, a capire aspetti molto concreti della vita di tutti i giorni: perché il mare è inquinato, appunto, o perché c’è smog (attraverso la storia di un orso bianco che diventa nero). In ogni fiaba, però, il bambino non è spettatore passivo, ma può fare delle azioni per risolvere il problema. «Prima ho realizzato le storie su dei libretti cartacei e le ho “testate” con i bambini della scuola», prosegue Costanza, «poi ho trovato uno sviluppatore e le ho trasformate in app “lente” che spingono a riflettere contro la cultura della violenza e dei giochi di guerra. I valori che metto in scena sono tutti positivi, non c’è nessuno che muore o nessuno che non ce la fa, grazie soprattutto all’aiuto dei bambini, che così si sentono responsabili e capaci».

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