L’Ama latita? Ci pensa Kenneth

«È curioso: tutti pensano che a noi non vada di fare nulla, invece a stare fermi tutto il giorno stavamo impazzendo. Pulire le strade è stata una decisione naturale». Kenneth è nigeriano, ha 24 anni e ha appena finito di bonificare un pezzo di strada in un borghese quartiere romano: cartacce, pezzi di plastica, mucchi di foglie, cacche di cane – qui raccoglierle è un optional – che poi rovescia in immensi bustoni, lasciando il marciapiede intonso. Non è l’unico a Roma: con altri quattordici amici, con i quali ha viaggiato insieme sui barconi provenienti dalla Libia, si sono divisi la mappa della città.

Espongono un cartello con un messaggio comune, che hanno tradotto da soli in perfetto italiano grazie a Google translator: “Gentili signori e signore, desidero integrarmi onestamente nella vostra città senza chiedere l’elemosina. Da oggi terrò pulite le vostre strade. Vi chiedo soltanto un contributo di 50 centesimi per il mio lavoro. Buste, scope e altro materiale per la pulizia sono ben accetti”. Le loro storie si assomigliano. Kenneth faceva il contadino in un piccolo villaggio cristiano, che un giorno è stato assalito e saccheggiato dai musulmani di Boko Haram. I segni del machete sulla gamba – machete che ha colpito anche sua madre, morta per le ferite riportate – spiegano in maniera eloquente la decisione di partire. Sbarco a Lampedusa, poi in Sicilia, infine a Roma, dove un giorno una signora quasi lo aggredisce al supermercato chiedendogli cosa faccia per sopravvivere. “Gli ho risposto la verità e cioè che non facevo niente. D’altronde avevo cercato lavoro dappertutto, ho girato tutti i posti dove lavano le auto, ma c’era la fila. Così ho deciso di prendere la scopa e pulire Roma, e i miei amici mi hanno seguito. Ho già fatto tutta la Portuense e l’Aurelia”. La reazione dei residenti e commercianti a queste figure magre e scure che lavorano incessantemente senza fermarsi – dalla mattina presto alle cinque, quando partono per rientrare nella casa di accoglienza che li ospita – è stata positiva. Abituati a un’azienda municipalizzata satura di raccomandati che pensa soprattutto a elargire bonus ai suoi dirigenti, annegando nei debiti, per la prima volta hanno visto le loro strade realmente pulite. E ora che si è sparsa la voce, questi ragazzi ricevono tantissime richieste. Ma quanto si guadagna, per una giornata di lavoro? “Io arrivo circa a 15 euro”, spiega Kenneth. “Molti, specie i ragazzi, mi regalano vestiti e scarpe. In tanti poi mi comprano buste e saponi. Insomma, funziona”. Certo, fa tristezza pensare che tutto si svolga nell’ombra, senza uno straccio di programma comunale che sostenga l’iniziativa. D’altronde se lo Stato, anche nella forma di uno spazzino, è ormai sparito, ci si organizza come si può: i più disperati inventando un servizio più utile del lavavetri, i romani pagando a parte quello che gli spetterebbe di diritto. Un’alleanza curiosa, che prefigura però una possibile via d’uscita per i tempi futuri, che saranno sempre più sotto il segno della sopravvivenza.

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