Foto sui social, l’ultima modo è la psico-lettura

Cosa mettono per rappresentarsi sui social le persone allegre? Foto di sé colorate e gioiose. E gli estroversi? Preferiscono immagini artistiche e creative. Le persone coscienziose, invece, possono apparire più vecchie, mentre i nevrotici scelgono spesso di farsi rappresentare da un oggetto. Per arrivare a tanta scienza ci voleva addirittura uno studio della Pennsylvania University (pubblicato anche dalla rivista “The New Scientist”), che ha analizzato ben 66.000 profili Twitter, arrivando al sofisticato verdetto. Ma quella di analizzare la composizione dei profili Facebook o Whatsapp per estrarne categorie umane di ogni genere – dimmi che foto metti e ti dirò chi sei – è una vera mania. Citando un altro studio di 300 profili Facebook, la rivista “State of Mind” stila, ad esempio, un elenco di spiazzanti tipologie. Foto perfettamente centrata? “Sei un adulto maturo ma forse un po’ annoiato”. Ritratto a distanza? “Sei timido e riservato, magari nascondi qualche difetto fisico”. Foto di quando eri bambino? “Non vuoi cambiare”. Coppia? “L’altra persona è enormemente importante per te”. Figli? “Pensi che i figli siano la cosa più importante che ti sia mai capitata”. Personaggio fittizio? “Non desideri rivelare la tua vera identità”. Foto artistica? “Tipica di chi è artista o pensa di esserlo”. In gruppo? “Un soggetto che si lascia condizionare con una certa facilità”.

C’è addirittura chi, come la rivista “Urban Post”, con riferimento a uno studio fatto da psicologi su 1000 profili tra 20 e 50 anni, arriva a fare un esame di personalità completo solo in base alle foto scelte. Chi mette una foto tipo “foto-tessera” sarebbe, ad esempio, una persona “a cui piace leggere romanzi e vedere film impegnativi, ma soprattutto un lavoratore dipendente”. Chi punta su un’immagine professionale “è puntiglioso e frenetico, ama leggere news, è esterofilo, pratica la vela e il tennis, lavora come trader o nel marketing”. Chi si ritrae in vacanza “è una persona attenta alle finanze ma che non disdegna qualche flirt telematico”, mentre una foto sfocata sarebbe invece espressione di una persona “romantica e amante del giardinaggio Ruzzle”. Ancora: “Amante del trekking o della fotografia, mattiniero e senza grilli per la testa” chi mette una foto di coppia; desideroso “di una moto d’epoca o auto sportiva” chi invece pubblica la foto col figlio, “compagnone e amante del Fantacalcio” chi si ritrae in gruppo. Se invece elaborate graficamente le foto forse siete “parrucchieri o personal trainer, e un po’ perversi nelle vostre abitudini sessuali”, laddove se pubblicate foto di animali “siete probabilmente single, persone molte pratiche ma maliziose, quasi pettegole”.

Sfinenti, e insensate, psicoletture che produrrebbero soprattutto un risultato – la rimozione dell’immagine – se non fosse purtroppo inutile: chissà a quale profilo verrebbe implacabilmente legato il malcapitato che non mette, accanto al nome, proprio nulla di sé.

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