Sesso? No grazie, siamo Millennials (giapponesi)

2dpillowsFidanzarsi? Meglio di no. Sposarsi? Sarebbe bello, ma irrealizzabile. Sesso al di fuori da una relazione? No grazie, meglio un po’ di porno online. I giovani giapponesi, affetti secondo il governo da una “sindrome celibataria”, hanno smesso progressivamente di avere scambi sessuali. La situazione è quasi disperante, come ha confermato uno studio del National Institute of Population and Social Security Research (un analogo giapponese dell’Istat): il 59% delle donne non sposate e il 69,8% degli uomini tra i 18 e i 34 anni non solo non è impegnato in alcuna relazione romantica, ma una buona parte di essi – il 26% delle donne e il 30% degli uomini – non è interessata ad averne. E infatti il 44,2% delle donne e il 42% degli uomini in quella fascia di età è ancora vergine. E se il 30% è destinato a non avere speranza di relazione, il 40% delle donne non avrà figli. Ma quali le cause di questa apatia sessuale, che conduce ad un tasso di nascite più basso del mondo (e in continua caduta)? I ricercatori annaspano, anche se alcune delle cause sembrano essere riconducibili alla scarsità economica – persino per sostenere un fidanzamento o le spese di un matrimonio -, alla ricerca da parte delle donne di una maggior indipendenza, impossibile da conservare sposandosi (il Giappone è un paese ostile alla conciliazione), ma soprattutto alla fatica emotiva di portare avanti una relazione romantica: tutti elementi che spingono i giovani giapponesi a restare in massa a casa con i propri genitori (72,2% delle donne e 78,2% degli uomini). Proprio la fatica emotiva del fidanzamento ha dato luogo a un altro fenomeno particolare, segnalato dall’Independent, battezzato come “marrying without dating”: quando si sposano, molti giapponesi tendono a farlo con amici o amiche di lunga data, saltando a pié pari il fidanzamento. Una sorta di investimento sicuro, senza complicazioni sentimentali (ma probabilmente con meno sesso).

Riportando la ricerca del NIPSSR, molti giornali hanno chiamato in causa – per definire la pigrizia sessuale dei giovani giapponesi – la categoria della sociologa Maki Fukusawa degli “uomini erbivori”. La scelta “vegetariana” dei giapponesi sembra essere legata alla fine delle certezze, che si sposava nel passato all’impegno romantico. “Bisognerebbe tornare alla tradizione, si farebbero più figli e più sesso”, scrive un commentatore sul sito di The Guardian, dove tra gli altri la notizia era riportata. Ma ci vorrebbe, anche, il ritorno a un lavoro sicuro. Che non c’è.

Non è un caso dunque che, proprio come per gli hikikomori, adolescenti chiusi nella loro cameretta senza studiare né avere un impiego, anche per quanto riguarda il calo di interesse sessuale tra i giovani la lontana isola del Giappone sembra fare tendenza: secondo una recente ricerca pubblicata nella rivista Archives of Sexual Behavior e riportata dal Washington Post, gli americani nati tra gli anni Ottanta e Novanta – comunemente chiamati Millenials e IGen – hanno avuto molti meno partner sessuali rispetto alle generazioni nate negli anni Sessanta o Settanta. Contrariamente a chi li reputa la generazione del “rimorchio”, poi, una buona percentuale di essi non ha avuto partner sessuali dopo i 18 anni: il 15% rispetto al 6% della generazione dei primi anni Novanta. E crolla anche il numero di studenti di high school che hanno fatto sesso (dal 54% del 1991 al 41%). Anche in questo caso, la prudenza nasce dalla paura di trappole sentimentali, dalla forte ambizione che fa loro temere relazioni che potrebbero interferire con lo studio e con il lavoro, ma anche dalla mancanza di tempo speso insieme a un partner: una situazione sempre più rara visto che, come spiega il professore della Harvard Medical School Norman Spack, ormai c’è un “gorilla nella stanza da letto”: lo smartphone (o altro apparecchio elettronico). Paradossalmente, e la tendenza è mondiale, la crescita esponenziale delle app per incontrarsi è inversamente proporzionale alla nascita di relazioni durature. Dove si fa un buon sesso. E magari si mettono al mondo dei figli.

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