Crescere i figli col metodo danese

bambini-costumi-figli-mare«Le faccio un esempio: quando un bambino dipinge un disegno non occorre dirgli “Wow: sei un artista veramente straordinario!”. Molto meglio invece domandargli: “Cosa hai pensato mentre lo dipingevi?”, o “perché hai scelto questi colori?” o, semplicemente, “grazie”». Focalizzarsi sul processo, usando un linguaggio valutativo ed emozionale, e relativizzare l’esito di un gioco o un compito: è uno dei punti de Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni, che sta facendo il giro del mondo (in Italia è pubblicato da Newton Compton). Tutto nasce due anni fa quando le due autrici – Jessica Joelle Alexander, una mamma americana sposata con un danese e Iben Dissing Sandahl, una psicoterapeuta danese, anche lei con figli da crescere – si chiesero come mai tutte le ricerche sociali convergessero nel designare la Danimarca come il paese più in grado di rendere felici genitori e figli. Da quel quesito nacque un percorso di ricerca e poi l’originale manuale sul metodo danese. Che si basa su sei semplici principi, le cui iniziali formano la parola “PARENT” (genitore): Play (gioco), Authenticity (autenticità), Reframing (ristrutturazione degli aspetti negativi), Empathy (empatia), No ultimatum (nessun ultimatum), Togetherness (intimità). Ma in cosa consiste, più, in dettaglio, l’approccio del paese scandinavo alla felicità? Abbiamo intervistato Jessica Joelle Alexander, anche per chiederle quali consigli darebbe a chi vive in paesi radicalmente diversi, come il nostro.

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