Da ragioniera in Italia a scrittrice in Cina: storia di Antonella, tra figli

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Mentre partoriva, i medici le si avvicinavano col telefonino con su scritta la traduzione di ciò che stavano dicendo. Perché Antonella si trovava in un ospedale di Suzhou, una città di cinque milioni di abitanti non lontana da Shanghai, dove sono in pochi a parlare inglese (come ovunque in Cina). “Avevo deciso di partorire qui perché tornare in Italia era troppo faticoso”, racconta. “Ma non mi sono pentita, sono stati tutti gentili e per tirarmi su mi servivano delle zuppe di pesce impressionanti, che ho fotografato e messo sul blog” (www.cucinanto.com).

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