Maria Luigia, mamma in Senegal dove c’è il mare tutto l’anno

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“Ogni volta che nella nostra vita insieme c’è stato da comprare la tenda del bagno, o il tavolo nuovo, ci guardavamo indecisi, non sapendo quanto tempo saremmo rimasti nello stesso posto”. Maria Luigia oggi vive a Dakar con Fabio e tre figlie di sette, cinque e due anni. Ha conosciuto il suo compagno a Firenze, dove entrambi si sono laureati in Agraria tropicale, entrambi con la voglia di partire. Lei lo ha fatto subito, cominciando dal Vietnam – “un paese in grande fermento economico” – dove ha lavorato quasi due anni con l’Unesco. Successivamente è volata, per il Programma alimentare mondiale, in Niger, “dove ho scoperto un paese bellissimo dal punto di vista naturalistico, ma molto povero, sembrava di stare sempre in un presepe vivente”, e poi in Burkina Faso, dove si è occupata delle rilevazioni della povertà e delle situazioni di bisogno alimentare. Sia in Niger che in Burkina Faso è riuscita a ricongiungersi a Fabio, arrivato anche lui dal Vietnam grazie alla sua esperienza nella gestione dell’aviaria e poi spostatosi nel settore delle campagne di sensibilizzazione, le “pubblicità progresso” per l’Unicef. Infine è sopraggiunta per entrambi la possibilità di spostarsi in Senegal, a Dakar, dove Fabio lavora sempre per l’Unicef e Maria Luigia continua a lavorare per il Programma alimentare mondiale, ma da casa, per seguire meglio le sue bimbe. “Ogni due ore mi devo alzare per andare a prendere una o l’altra da scuola o per portarle a fare qualche attività, però va bene così. Ho sempre amato fare mille cose diverse: dal corso di lingua locale ai corsi di cucito, ho anche organizzato corsi di ginnastica per i bambini. E anche alle bambine cerco di trasmettere il piacere di fare cose nuove, più che le tecnologie o la televisione: che peraltro non possediamo. Le sorelle sono molto unite tra di loro, d’altronde anche noi lo siamo, non avendo le nostre famiglie, anche se le bimbe richiedono molta attenzione e tutto è schiacciato sulle loro attività. Eppure io avrei fatto anche il quarto figlio, ma il mio compagno ha detto che piuttosto si sarebbe fatto prete!”.

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