2houses, la app “antiscannamento” tra ex coniugi

imagesAddio alle guerre tra ex coniugi, portate avanti a colpi di avvocati e sanguinosi rinfacci. Sbarca infatti in Italia 2houses, un sito e una App che dovrebbero semplificare la vita delle famiglie separate, specie con minori, aiutando il dialogo tra genitori e riducendo il tasso di conflittualità tra separandi., costretti – volenti o nolenti – a prendere decisioni comuni sui propri figli. A portare nel nostro paese questa app “anti-scannamento” chiamata con eleganza “facilitatore di cogenitorialità” è stato un padre torinese che ha messo in contatto il creatore Gill Ruidant (2houses.com è nato nel 2011 in Belgio) con la fondatrice del portale per genitori separati Gengle.it Giuditta Pasotto. “Lui ha ideato un sito e una App per la gestione e l’organizzazione del ménage delle famiglie separate e divorziate – racconta Giuditta – io avevo un portale per genitori single: abbiamo subito capito che si poteva lavorare insieme”.

Ma come funziona questa app capace di disinnescare le ostilità ed evitare che i figli vengano usati come mediatori tra ex coniugi che non si parlano più? Anzitutto, c’è un Calendario interattivo per condividere gli impegni, che contiene anche un sistema per la gestione del piano di affidamento. A seguire c’è la – fondamentale – voce Finanze, un sistema di gestione finanziaria che aiuta il rispetto degli accordi economici (è possibile visualizzare le voci di spesa per categorie o per periodi). È disponibile anche una (utilissima) opzione per invitare l’altro genitore ad effettuare un pagamento. Poi c’è il Diario, il social network della famiglia, che serve a condividere ogni momento della vita dei figli, dai colloqui scolastici ai ricordi di una giornata particolare e nel quale possono essere coinvolti anche altri membri della famiglia, tutori o mediatori. C’è quindi la sezione Album fotografici – per archiviare e condividere foto – e quella Banca dati, dove si raccolgono tutte le informazioni sulla vita dei figli, dal numero del dottore, alla taglia degli abiti ai recapiti dei genitori degli amici. Ma non è tutto: la voce Compiti consente di suddividere e avere sempre sott’occhio gli incarichi di ciascun membro della famiglia (da quello scolastici a quelli domestici, come lavare i piatti), la voce Lista della spesa consente di creare on line e condividere la lista delle cose da comprare, dal cibo ai materiali per la scuola. Infine, 2houses offre un servizio di messaggistica che consente di ricevere notifiche per restare informati sull’attività del proprio account.

Chi, e quanti, sono i destinatari di questo galateo digitale per separati? È presto detto. Secondo l’Istat, solo nel 2014 ci sono state 89.303 separazioni (più 0,5% rispetto al 2013) e 52.335 divorzi. Il 76,2% delle separazioni e il 65,4% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli, minori nel 52,8% dei casi. In numeri assoluti si tratta, complessivamente, di 119.973 figli coinvolti nelle separazioni e 55.220 nei divorzi. Insomma la platea di interessati non manca. Purché siano dotati di buona volontà, perché per usare un software che disinnesca il conflitto bisogna volere che lo scontro abbia fine. E purtroppo non tutti i genitori separati sono disposti a mettere la parola fine ai duelli all’insegna dell’odio. Insomma, 2houses funziona bene per i cuori gentili e già ben disposti, ma con tutta probabilità non sarà una app a mettere fine alle liti in tribunale e alle guerre dei Roses. Che sono ancora una squallida realtà.

 

Pubblicato su Il fatto quotidiano del 9 gennaio 2016.

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