«Oui Oui», così fingono le francesi (e pure le italiane)

UnknownLa buona notizia è che esiste, e si festeggia oggi, la Giornata mondiale dell’orgasmo, celebrazione di tutto rispetto (visto che esiste una giornata mondiale per ogni cosa, da quella delle Tapas a quella dello Snow Board). La cattiva notizia (ma forse no) è che, secondo una ricerca pubblicato sull’Independent e condotta su oltre mille donne, quasi una donna francese su tre – il 31 per cento – finge l’orgasmo durante la penetrazione, seguita dal 25 per cento delle inglesi. Anche l’Italia, però, non è messa molto bene e si colloca terza: non tanto per l’orgasmo simulato quanto per la difficoltà a raggiungerlo – quasi una donna su due – dietro Francia e Canada (seguono gli Stati Uniti, la Germania, la Gran Bretagna, la Spagna e ultima l’Olanda).

Pure se la ricerca non lo specifica, è probabile che anche le donne italiane simulino, e di parecchio, l’orgasmo, visto che in teoria esiste una correlazione diretta tra difficoltà a raggiungerlo e simulazione. E questo la dice lunga sulla (in)capacità maschile di far godere le donne, dato confermato dall’altro aspetto della ricerca, che mette in luce come le donne raggiungano l’orgasmo: sorprendentemente (o forse no), la masturbazione fai da te è al primo posto (80 per cento) seguita dalla penetrazione con stimolazione clitoridea, dal cunnilingus (73%), dalla masturbazione attraverso il partner, (71%), dalla penetrazione vaginale nuda e cruda (68%) e infine, staccato di molti punti, dalla penetrazione anale (36%). Insomma, il quadro è questo: molta simulazione e molta masturbazione. Ma non è detto che sia un male. Prendi la simulazione: sarà pure fiction, ma è uno strumento formidabile che ci distingue dagli animali e ci consente, ad esempio, di condurre il rapporto sessuale verso una rapida fine, visto che magari ci siamo stufate e ci è venuta anche fame. Oppure, o al tempo stesso, ci permette di gratificare il partner facendogli credere di essere venuti grazie a lui, con suo conseguente buonumore e maggiore disponibilità a fare ciò che gli chiederemo (per esempio di riaccompagnarci a casa, abitudine ormai semi-scomparsa). La simulazione, poi – che pare a volte tenti anche gli uomini, complice il condom sfilato facendo un po’ i vaghi e andando a cestinarlo subito – è flessibile e tollerante, nel senso che puoi, a seconda della situazione, tranquillamente alternarla con gemiti da orgasmo reale, oppure con nessun gemito: un messaggio tanto diretto quanto sincero sul fatto che il piacere non è sufficiente per l’orgasmo e forse bisognerebbe impegnarsi un po’ di più. Come? Lo sanno anche i muri, ormai, che la sessualità femminile è diffusa e il punto g non esiste: dunque tanta manipolazione clitoridea e giusta penetrazione (vaginale!) per raggiungere il climax. Che nella realtà però fatica però ad arrivare (per lei). Il maschio italiano è troppo pigro? Ignorante del corpo femminile? Timido? Insicuro? Ansioso? Teso un po’ nervosamente a dimostrare che lei lo fa godere al massimo? O tutte queste cose insieme? Mentre noi cerchiamo di capirlo, e loro provano a cambiare, vale la pena (a volte) di usare finti gridolini. Per poi correre in bagno a risolvere da sole: che in questo caso, di sicuro, l’effetto è garantito.

Pubblicato su Il fatto quotidiano di martedì 22 dicembre 2015.

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