Dalle strade alla tv per raccontare Dante

UnknownLa folgorazione l’ha avuta a 11 anni, quando dovette, da garzone di un negozio, portare in cantina, stanchissimo e a turno finito, casse di acqua e vino. Gli viene in mente allora quella terzina di Dante in cui il trisavolo Cacciaguida gli predice l’esilio (“Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”) e avverte la consolazione di essere profondamente capito. Da quel giorno Dante l’ha sempre accompagnato, anche se l’idea di fare della divulgazione della Divina Commedia la sua missione arriva quando, da adulto, gli tocca aiutare uno dei suoi quattro figli maschi nello svolgimento dei compiti. “Passammo la sera”, racconta, “a chiacchierare di Dante, era ottobre: ad aprile dell’anno successivo i ragazzi che volevano ascoltare erano diventati quasi trecento”. Grazie al passaparola, Franco Nembrini comincia a divulgare la Commedia nel cinema del paese, Trescore Balneario, poi nell’auditorium di una scuola infine al teatro Donizetti di Bergamo. Ma è solo l’inizio.

Si inventa il progetto Cento Canti: cerca cento ragazzi appassionati di Dante tanto da accettare di imparare a memoria un canto ciascuno e crea una sorta di Divina Commedia vivente, recitando l’Inferno nella metro di Milano, il Purgatorio nelle piazze e il Paradiso davanti alle Chiese. Da allora non ha più smesso di educare, quella che definisce la sua vocazione fondamentale, e ha insegnato Dante oltre che nelle scuole e nelle prigioni italiane, sui palchi di mezzo mondo, dall’America Latina alla Russia, dall’Africa all’Ucraina, dove sta collaborando alla creazione di un centro studi dantesco nella città di Kharkov. Proprio per diffondere Dante all’estero ha contattato una poetessa e traduttrice russa, Olga Sedakova, proponendole una nuova edizione della Commedia che verrà regalata simbolicamente al popolo russo in segno di pace. E poi ha fondato una propria casa editrice che traduce i suoi libri e sottotitola i suoi dvd in tedesco, francese, spagnolo e russo. Una copia di questi dvd è arrivata anche a Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre, 140 di Sky), la tv dei vescovi diretta dal laico Paolo Ruffini. Così, da lunedì scorso alle nove è partito, nell’anno del Giubileo, un ciclo di lettura e spiegazione della Commedia in 34 puntate.

E pensare che suo padre non voleva che facesse il liceo, quindi lo iscrisse a un tecnico. “Ma la passione per la letteratura era troppo forte”, racconta, “quindi sono passato allo scientifico, poi mi sono iscritto alla Cattolica a Milano, e mi sono laureato, sempre lavorando”. Qui incontra il movimento di Comunione e liberazione e diventa, su chiamata del Vescovo, il primo insegnante di religione laico della provincia di Bergamo e poi passa a insegnare italiano e storia negli istituti tecnici. Nel frattempo insieme ad altri genitori ha fondato una scuola privata – La Traccia di Calcinate -che attualmente ha mille studenti – dove poter liberamente insegnare quel cattolicesimo di Don Giussani vissuto come una seconda pelle. Oggi ha lasciato anche il ruolo di rettore di quella scuola per una malattia, la sindrome delle gambe senza riposo, che non lo fa dormire di notte («Così penso»), ma soprattutto perché il ruolo di divulgatore della Commedia occupa ormai nella sua vita un posto centrale (“Se dovessi portare un libro su un’isola forse tra la Bibbia e la Commedia sceglierei quest’ultima”). E ascoltarlo è un’esperienza che emotivamente non lascia indifferente nessuno. Maniche di camicia arrotolate e scarponcini, Franco Nembrini parla per un’ora di misericordia, perdono, desiderio, felicità, disperazione, vita e morte. La Commedia diventa espressione del nostro mondo interiore, grazie ad una lettura che è anche psicologica ed esistenziale. Così la selva oscura, ad esempio, rappresenta l’esperienza del male radicale e della morte, che contrasta con il nostro desiderio di eternità e con gli inviti del mondo a tenere la testa bassa, a non alzarla al cielo per vedere le stelle. Fanno da sfondo alle varie puntate le pitture del disegnatore esperto di super eroi e collaboratore della Marvel Gabriele dell’Otto. (“La nostra ambizione è di pubblicare una nuova Commedia commentata da me e interamente illustrata da lui”). Durante la prima puntata del paradiso, inoltre, sarà presentata una scultura di Dante e Beatrice insieme (“Impossibile pensarli separati, l’io di Dante si definisce solo come rapporto con lei”) realizzata da Adelfo Galli. Se gli chiedi, alla fine, di commentare la Commedia recitata di Benigni – che lo conosce e ha letto tutti i suoi libri – risponde: “Gli va riconosciuto il merito storico di aver disseppellito Dante per riconsegnarlo al popolo italiano. Detto questo io e lui facciamo due mestieri diversi. Lui fa l’attore e perciò recita (come nessuno al mondo), io l’insegnante e perciò la spiego”.

Pubblicato su Il fatto quotidiano di mercoledì 9 dicembre 2015

 

 

Rispondi