Calcio ogni sera, come mangiare sempre lo stesso piatto (al maschile)

UnknownLa vittoria della Pennetta agli Us Open ci ha risvegliato da un sonno atavico, consegnandoci un’immagine sportiva diversa da quella che ci viene propinata tutte le sere tra abbonamenti calcistici digitali e Sky (a proposito, gli abbonati di quest’ultimo li vedrete girare disperati a notte fonda aspettando che la partita di Champions venga messa in chiaro a mezzanotte). E l’immagine appunto è quella di uno sport alternativo al calcio, in versione femminile (e vincente).

Ma è comunque un caso fortunato – il tennis gode di relativa visibilità –  perché non vedrete normalmente, tranne che in occasione delle Olimpiadi, sport diversi da quello che ci viene sorbito tutte le sere. Ad esempio non vedrete partite o competizioni di arrampicata libera, di mountain bike, di criquet, di deltaplano, di danza sul ghiaccio, di giavellotto, di ginnastica ritmica, di kayak estremo, di marcia, di nuoto sincronizzato,  di pallanuoto, di regata oceanica, di nuoto in acque libere, di salto con gli scii, di tiro alla fune, di tuffi dalle grandi altezze, di rugby, di pelota. Sono solo alcune delle discipline esistenti, ma di fronte a tanta abbondanza quasi ci si commuove. Se poi si pensa che di tutte o quasi esiste la versione femminile il desiderio di vederle tutte le sere al posto del calcio diviene lancinante. Eppure nada, per cena c’è lo stesso menu e la cosa strabiliante è che non solo i palinsesti sono fatti da maschi ma i maschi non si stancano di mangiare lo stesso piatto, come se tutte le sere, ma proprio tutte, ci fossero spaghetti cacio e pepe. Mentre a noi che vorremmo alternare i sapori per non impazzire tocca aspettare quattro anni, per godere del piacere della differenza, oppure spulciare tra le reti specializzate per chi ha abbonamento a pagamento. Per una sera, almeno, dateci un cibo diverso. Femminile, plurale. I nostri figli, femmine e soprattutto maschi, ci guadagneranno.

Pubblicato sul Fatto del 21 settembre 2015.

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