Peggio di San Remo c’è solo il suo indotto (televisivo)

UnknownGiusto un tg1 da pochi secondi, un breve speciale sul Festival di Berlino e un film notturno hanno separato lo spettatore di Rai Uno dalla fine dell’ultimo Festival della canzone italiana e l’inizio, alle 6.30 del 15 febbraio, della lunga maratona domenicale post-sanremese: aggrappata quest’anno più che mai  al festival come una pianta parassita al fusto altrui, nel tentativo dei vari conduttori – ciascuno col suo (non)stile – di succhiarne lo share, sfruttandone l’“effetto Conti”. Si comincia all’alba, con la co-conduttrice Ingrid Muccitelli che, a Uno Mattina in famiglia, sfoggia un sorriso smagliante e parla di una “super puntata”. È lo stile “entusiasta-naif” di chi sa di avere la fortuna di essere la prima trasmissione post-festival. Ad affiancare la Muccitelli un assente Tiberi Timperi, stile “scettico-indifferente”. A lui, vivaddio, del festival sembra fregare poco, lo celebra per dovere d’ufficio, d’altronde non concorre per la prossima conduzione quindi può pure confessare indirettamente che lui, il festival, neanche l’ha visto. Segue il primo di interminabili talk show con giudizi sui vari cantanti.

Passati A sua immagine e Linea Verde, dove almeno né i vescovi né gli animali possono commentare le canzoni, arriva, direttamente dal palco dell’Ariston, L’Arena di Giletti. Reduce dalla sua sfuriata populista la settimana scorsa contro il detentore-di-vitalizio Mario Capanna, sfoggia al meglio l’italianissimo stile “ruffiano-adulatorio”. Eccolo dunque sdilinquirsi a favore del “grandissimo professionista” Carlo Conti e del direttore Giancarlo Leone (di cui addirittura mostra una foto alla band vincitrice, “guardate l’ha scattata proprio Leone”), per poi lanciarsi, letteralmente, sul carro dei vincitori. Abbraccia i componenti del Volo e da qui in poi è tutto uno sbracciarsi per farsi notare: dal ricordare che lui e Il Volo sono pappa e ciccia, infatti lui a Miami con loro e la Pausini c’era (ma c’era pure sabato sera, tanto che mostra persino un suo filmino amatoriale), fino all’aggrapparsi al dettaglio non sense – il regista della trasmissione che si chiama per caso come il vincitore di Sanremo giovani –  che però segnala un ulteriore legame tra lui e il festival. Dopo circa due ore di (auto)lusinga è tempo però di passare a un altro stile: quello “rosicone-vendicativo” di Paola Perego a Domenica In. Scippata da Giletti della presenza dei vincitori e circondata da un parterre d’eccezione– Paolo Limiti, Iva Zanicchi – dopo aver mandato un “grandissimo applauso a Conti” – si concentra, indifferente ai cantanti di cui sbaglia il nome, su ciò che le interessa di più: il commento dei vestiti e la rappresaglia contro Albano e Romina (“Avete notato che lui stava due metri avanti a lei?”). Così lascia straparlare i giornalisti più malevoli   – con tanto di cronista che mostra come Romina avrebbe  dovuto baciare Albano – ma poi, soprattutto, fredda lo spettatore che spererebbe di rientrare in una tranquilla routine di normalità: il commento sul festival non finisce. Come una carogna da spolpare per bene, si continua fino alla prossima puntata. Con tanto di Spandau Ballet che, annuncia misteriosamente, faranno la loro comparsa proprio nella sua camera da letto.

 

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