La tentazione di essere felici (e di vendere molto)

UnknownLa necessità aguzza l’ingegno: così Lorenzo Marone, giovane avvocato napoletano stufo del suo lavoro, ha recapitato sul tavolo della casa editrice Longanesi il romanzo giusto, soprattutto col titolo giusto, La tentazione di essere felici. E il libro è davvero perfetto per l’editoria italiana (e pure per il pubblico: infatti ha scalato le classifiche). Da un lato, c’è un protagonista un po’ diverso dal solito, un anziano settantasettenne arcigno e cinico, e un’ambientazione diversa dalle note capitali, una Napoli caotica e irrazionale. Dall’altro, ricorrono invece elementi che all’occhio degli editor angosciati dalla crisi saranno suonati sicuramente rassicuranti. Infatti, La tentazione di essere felici riprende le orme del romanzo condominiale – stile L’eleganza del riccio – che si svolge tra pianerottoli (anche per strizzare l’occhio al cinema, e infatti è stato selezionato per la decima edizione del “Books at Berlinale”, manifestazione che mette in contatto editori e produttori). E poi l’io narrante assomiglia per certi versi, in versione agée, ai protagonisti dei libri dello scrittore Francesco Piccolo: uomini un po’ egoisti, che guardano il mondo senza immischiarsene troppo, e che al massimo concedono piccole trasformazioni interiori. E infatti il vecchietto Cesare, per quanto simpatico, difficilmente resterà una pietra miliare della letteratura contemporanea: nel romanzo cambia, ma giusto un po’, e forse la tentazione di essere davvero felice, con tutte le vere trasformazioni necessarie e magari qualche vero colpo di scena interiore, resta soprattutto un buon titolo. Perfetto, appunto, per un’editoria veramente al verde (ma non chiamatelo capolavoro). 

Pubblicato su Il fatto cartaceo di sabato 14 febbraio 2015.

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