Diego Dalla Palma, meglio make up artist che guru dell’interiorità

I grafici che hanno inventato il logo – viso-maschera stile Anonymous, accompagnata da scritta rossa e bianca su sfondo nero – ce l’avevamo messa tutta per non dare l’idea di un programma troppo schiacciato sul ruolo più noto del ‘profeta del make up made in Italy’: e cioè, appunto, solo un programma di make up, o peggio un reality sul trucco tipo quello che ormai impazzano sui vari Real Time e simili. Di qui, anche, l’idea di chiamare il nuovo programma di Diego Dalla Palma, in onda dal 7 febbraio il sabato alle 15.30 su Rete 4, “Nessuno mi può giudicare”, per cercare di comunicare l’intento di un format che puntasse sullo scavo psicologico del personaggio e non sul ritocco delle sopracciglia. Ma già il nobile obiettivo vacillava nel video promozionale, in cui gli autori dello spot, forse in difficoltà nel pubblicizzare un programma di un truccatore che avesse a che fare col mettersi a nudo interiore, l’avevano buttata un po’ sul vago (“interviste, segreti, curiosità, cambi di look”). Invece il conduttore tiene duro nell’intento dell’analisi delle profondità nascoste e si presenta in studio con due bicchieri di vino, perché “in vino veritas”, per cercare di tirar fuori gli intimi segreti delle due donne ospiti (per la prima puntata Hoara Borselli e Emanuela Foliero).

Così, dopo un servizio edulcorato in cui un’inviata col giubbetto tigrato chiede ai passanti il giudizio su chi è in studio, le due malcapitate vengono sottoposte a una serie di domande terra terra (altro che Marzullo):  “Meglio passare il tempo da soli, in compagnia o fifty fifty?”, “Perché emozionare gli altri e non emozionare prima se stessi”? Persino le presunte parole-chiave spinose come tradimento, estratte dalla busta rossa (quella blu contiene le “morbide”) suscitano solo vaghe massime sul tema e non fermano lo sbadiglio. L’unico momento in cui l’interesse si risveglia è quando Diego Dalla Palma lascia perdere l’introspezione e fa alla Foliero, finalmente, la domanda sul ritocchino. Lei si innervosisce, nega, e tutto viene annacquato. Così è tempo di tremendi dubbi del pubblico ( “È più facile arrivare al successo o mantenerlo?”). Pubblico che, tra l’altro, dovrebbe alla fine – in un programma che si chiama Nessuno mi può giudicare – decidere chi delle due è stata più brillante. Sarebbe stato molto più divertente, invece di tanta melassa buonista, un format sul lato esterno dei vip. Magari con giudizi taglienti, quelli che l’artista del trucco sa tirar fuori così bene, come ha fatto – lasciando trapelare un’intelligente ferocia rispetto all’improbabile look rifatto di alcune – nel lancio del programma da Federica Panicucci (“Che ne pensi di Pierluigi Diaco?”. “Insopportabile”). Certo, il make up artist aveva già dato prova di avere un lato B, ben oltre quello del dispensatore di consigli sul fondotinta perfetto, dando alle stampe – oltre a due manuali sul nobile scopo di sembrare meno brutti col trucco  – anche tre volumi da maestro di vita e di saggezza (Per amarsi un po’A nudo e La bellezza interiore). Ma non c’è dubbio (visto anche che che di guru in tv ce ne sono fin troppi): tra la dritta strategica contro il tempo che passa e l’ennesimo programma di psico-banalità meglio la prima.

Pubblicato su Il fatto quotidiano di sabato 14 febbraio 2015.

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