Houellebecq, altro che islamofobia, è la donna a è essere sottomessa

UnknownÈ stato letto, come un romanzo politico-profetico, dove la futura islamizzazione dell’Europa diventa realtà. Ma nel libro di Michel Houellebecq, Sottomissione (Bompiani) gli eventi esterni appaiono piuttosto come la messa in scena del mondo interno, e degli ambivalenti valori, dello scrittore francese. Il protagonista è un professore che assiste alla vittoria del Front National di Marie Le Pen e all’accordo al governo del partito socialista con il leader moderato dei Fratelli musulmani. Le conseguenze sulla sua vita del passaggio della Storia, però, non saranno così spaventose. Prima licenziato dall’università, poi richiamato con tutti gli onori a patto di convertirsi, accetta di entrare in una seconda vita dove i cambiamenti politici e culturali rappresentano quasi un divertissement, alla sua vita dalle passioni spente. Mentre le nuove pratiche poligamiche, e il ritorno delle donne a una vita velata e sottomessa, ampliano la sua libertà di scelta, oltre la prostituzione sempre disponibile. Altro che libro islamofobo: Sottomissione è l’incarnazione di una tentazione e insieme di un’illusione. Quella di fuggire al tormento di una vita mortale, ma senza risposte alla mortalità, attraverso la fantasia di un corpo femminile, giovane e sottomesso, che restituisca vitalità a un organismo fisicamente e moralmente estenuato. Mancano, sia nel vecchio mondo relativista e libertino sia nel nuovo filoislamico, figure femminili forti, e insieme passioni forti – di libertà, eguaglianza, fraternità. Per questo la speranza di salvezza sarà un abbaglio. E il prossimo libro di Houellebecq, c’è da scommettere ancora una volta disperatamente misogino, parlerà della decadenza del mondo musulmano e del tentativo di trovare scampo altrove dall’angoscia della fine.

Pubblicato su Il fatto quotidiano, 17 gennaio 2015

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