Il degrado sentimentale degli italiani

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“Il trip advisor del sesso”, “gita al fuck club”, “donne usa e getta”, “porci senza ali”, “vendersi a quattordici anni”, “cercasi lolite”: basta scorrere l’indice dell’ultimo libro del giornalista Riccardo Iacona “Utilizzatori finali. Sesso, potere sentimenti: il lato nascosto degli italiani” (edito da Chiare Lettere e scritto con Liza Boschin, Federico Ruffo, Elena Stramentinoli), per capire come restare ambivalenti rispetto al dilagante fenomeno della prostituzione è impossibile, specie dopo i recenti casi di cronaca delle baby squillo romane. Casi che il libro indaga diffusamente, oltre a raccontare dall’interno cosa accade davvero nei templi del sesso, dalle patinate case del piacere dell’Europa del nord ai bordelli thailandesi.

Chi sono i tantissimi uomini che frequentano prostitute e quali caratteristiche e valori hanno in comune?
Non esiste un identikit del cliente. In altre parole, l’identikit siamo noi, nel senso che a prostitute vanno tutte le categorie professionali, tanto è vero che è stato costruito un mondo dell’offerta pensato per tutte le tasche. Quello che è certo è che il fatto che ci siano così tanti clienti – due milioni e mezzo per nove milioni di prestazioni sessuali a pagamento l’anno – delinea un comportamento di massa molto diffuso. Anche tra gli uomini non clienti che abbiamo ascoltato, tantissimi erano quelli che si dichiaravano disponibili a farlo, se solo avessero avuto la disponibilità economica.

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http://d.repubblica.it/attualita/2014/12/18/news/psicologia_prostituzione_italia_sesso-2415539/

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