Valérie Trierweiler, ovvero cosa (non) fare quando un marito ti tradisce

ssSiamo le lacrimucce uscite dagli occhi di Carlà Bruni-Sarkozy durante la lettura del libro dell’ex compagna di Valérie Trierweiler, Grazie per questo momento (che, dopo aver spopolato in Francia, tra polemiche e librai sulle barricate, arriva in Italia con Corbaccio). Si sa, tra ex première dames ci si intende, ma noi avremmo volentieri evitato di scendere, perché a dirla tutta il libro, pur grondante di pathos, gelosie e drammi, ci ha divertito assai, oltre che spinto a simpatizzare col povero Hollande. Invece di mantenere il sangue freddo, infatti – d’altronde la (contro)rivoluzione non è un pranzo di gala – l’ex cronista d’assalto di “Paris-Match” si comporta come un mastino impazzito, collezionando una gaffe dopo l’altra. 

Prima, rischia di far perdere le elezioni al consorte per un tweet contro la di lui ex moglie, poi, quando scopre le foto con l’Hollande furtivo che esce da casa di Julie Gayet, inghiotte una scatola di sonniferi (salvo poi non dargli tregua per tutti i mesi successivi), infine scrive un libro in cui spiattella i loro segreti. Il tutto, senza un filo d’ironia, perché mentre la signora dice “non ho diritto di lamentarmi, sto affrontando una prova, non una tragedia”, tutto il racconto è all’insegna del vittimismo e del rimpianto della sua bucolica vita precedente, con cane, figli ed ex marito (ma allora perché l’ha lasciati?), e della sua infanzia povera ma fiera, “perché noi Massonneau sono orgogliosi di ciò che siamo” (ma allora perché s’è cambiata cognome?). Meno male che ci sono i bambini degli orfanotrofi che incontra nei pranzi di gala e che le fanno tanta compagnia. Chi meglio di loro, infatti, può capire quanto è dura lasciare l’Eliseo?

Pubblicato su: Il Fatto quotidiano, sabato 15 novembre 2014.

 

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